"Vinci, rivincita".
Così Muro sentenzia dopo la sconfitta inflittagli ai rigori da Vinz nell'ultima partita. L'orologio segna 00.24, è il 3 settembre 2010. Troppo tardi? Certo che no.
"Credo che te la concederò, Muro. Però scusami ma devo fare in fretta a piallarti, domattina mi devo svegliare presto per andare dal medico, ho la visita alle 11"
"Ma f****** Vinz, io mi devo svegliare alle 7 per lavorare. Prima però, ti asfalto".
Così inizia la sfida tra i due, una classica da 10 minuti Milan-Barcellona.
Muro mette in campo i migliori a partire dagli stimatissimi Dinho e Borriello, Vinz toglie Messi per far spazio all'improponibile Hleb e silura Xavi per far posto all'inguardabile Silvinho. Sembra una partita senza storia, quando arrivano i colpi di scena: al 14' PT è il Barcellona a condurre per 2-0, complice un fuorigioco mal interpretato da Zambrotta. Sono strilli di godimento per il giovane ingegnere biomedico, che pregusta la vittoria; ma ecco scende in campo l'orgoglio, la tenacia, la sagacia, la qualità, la forza dei singoli, la potenza, l'astuzia, l'acume, il dentone ecc. ecc. del Milan: traversa clamorosa di Borriello, poi prima ancora del fischio di metà gara si è già tornati sul 2 pari.
Pronti, via. Il Milan allunga e si porta, convincendo col gioco, sul 4-2. Siamo al minuto 83 e Muro è un uomo diverso rispetto a 20 minuti prima: ora non bestemmia nè strilla più, ma gongola come un bimbo a Natale. E' il momento di fare i complimenti agli autori dei giocatori di PES: Abbiati ha le stesse abilità del suo alter ego reale. E' infatti una sua papera a riaprire la partita, poi definitivamente pareggiata da Bojan al 94' in seguito ad una rissa nell'area rossonera.
A questo punto, è tempo di fermarci un attimo a riflettere. Le due squadre si sono equivalse sul piano tattico, la differenza l'hanno fatta i videogiocatori. Vinz infatti ha deciso che ogni sua azione d'attacco dovesse passare per i piedi ignoranti di Hleb. Costui, alla Playstation, ha dei controlli particolari: qualunque tasto si schiacci mentre lui ha la palla lo porta a fare dei pericolosi retropassaggi orizzontali verso Kakà. Mah.
Il primo supplementare è passato interamente nella metà campo blaugrana, senza esiti.
Minuto 110: Bojan da posizione centrale libera un destro che - toh - sorprende Abbiati sul suo palo e porta in vantaggio la sua squadra 5-4. E' il delirio. Vinz, senza pudore, inizia a ridere in faccia al Muro che sembra un cagnolino bastonato. Costui ha una colossale occasione per pareggiare: assegnato un rigore al Milan a causa di una Batista Bomb realizzata da G. Milito su Pato. Parata di Almunia, la prima della sua vita. E' finita...
E invece no, arriva il lampo d'orgoglio. Assegnato un altro rigore al Milan - anche questo dettaglio incredibilmente simile alla realtà - per una vistosa sforbiciata di Puyol sull'addome di Kakà. Il brasiliano non sbaglia, è 5 pari.
Poi in un momento, Borriello chiude la partita. Vinci perde la testa tirando da metà campo e perdendo palloni preziosi: finisce 7-5 al 120' preciso. Tris di Borriello, poker di Bojan.
I nostri, stremati, escono dalla Sala Giochi. E' l'1.05.
"Muro, la prossima volta ti distruggo"
"Si si Vinz, ti aspetto. Ma *********"
Buonanotte, ragazzi.
venerdì 3 settembre 2010
domenica 8 agosto 2010
Marathon
E' una calda sera di mezza estate quando i nostri eroi si accingono a tentare l'impresa: una lunga ed estenuante maratona de "Il Signore degli Anelli". L'ora del ritrovo è alle 20.45 chez Magì; il primo a presentarsi è il buon Matteo in compagnia dell'Ire, seguiti dall'Ila e da Muro, il Lavoratore Padano, che dopo l'ennesima giornata passata a spaccarsi la schiena e annessi anela solamente un letto. Vinci ed Ale giungeranno in seguito portando con loro quello che poi si rivelerà il vero protagonista della nottata, ovvero il cibo. Ma andiamo con ordine.
Tra cazzi, mazzi, frizze, bizze e, soprattutto, sizze, il primo film inizia alle 21.45. Prima infatti si era scatenata una violenta lotta per la supremazia del Divano - oggetto assai desiderato - vinta da Teo & dolce metà con l'inganno: il ragazzo aveva fregato gli altri contendenti convincendoli ad alzarsi per spostare il Sofà in una posizione migliore (un vecchio trucco, come quello dell'asino che vola) prendendone immediato possesso e scatenando così le ire del solitamente bonario Vinci, che si vendicherà scagliando improperi e peti verso il giovane agronomo nel corso della serata. Magi e l'Ila si sistemano su un involucro appiccicoso denominato materasso, Ale e Muro sulle sdraio.
- LA COMPAGNIA DELL'ANELLO:
Il primo languorino arriva alle 21.46 circa, in pratica quando sullo schermo campeggia ancora la scritta "Il Signore degli Anelli". Galeotto è un misterioso sacchetto portato e minuziosamente esplorato da Ale, che con il buon Teo aveva comprato un imponente quantitativo dei biscotti che non stancano mai: i Cookies. In pochi secondi ne sono spazzolate alcune scatole; il mattino dopo si scoprirà inoltre un particolare agghiacciante, ovvero la totale assenza di briciole di cookie sul divano o sul pavimento. Pazzesco. Va di moda un succo tropicale del supermercato; tutti se ne servono copiosamente. In particolare, Vinci ha il buon gusto di non chiedere della Coca-Cola fresca in quanto al suo fianco è seduto Muro, persona fine e misurata, da cui era stato apostrofato in precedenza per non aver rispettato il Galateo in occasione di una partita a PES.
Poco tempo dopo il Muro deve abbandonare la compagnia (di amici), sostenendo di dover andare al lavoro il giorno successivo. In realtà il ragazzo era rimasto sconvolto da un rutto che Ale, seduto al suo fianco, aveva tentato maldestramente di soffocare e aveva deciso di non poter passare una serata in compagnia di barbari così rozzi.
Verso le 22.30 è servito il buon tiramisù dell'Ila, apprezzato e prontamente divorato da tutti. Il relativo abbiocco post-tiramisù condurrà Teo al sonno sulla spalla dell'Ire; egli verrà poi risvegliato per seguire con attenzione i film successivi.
Alle 23 giunge il Da, giusto in tempo per vedere Sboromir cadere sotto i colpi di un orco fan degli Slipknot.
E' mezzanotte quando finisce il primo film e i nostri ragazzi mostrano già segni di affaticamento: l'Ila è rannicchiata in una coperta in una sorta di bozzolo e dichiara di essere sveglissima; Vinci sostiene di non aver mai dormito ma di aver al massimo "riposato gli occhi" e Da giace immobile su uno sdraio.
- LE DUE TORRI: i nostri si scuotono ed iniziano il secondo lungometraggio con gli ormoni a mille. Immediatamente Vinci si mette in posizione da combattimento togliendosi le lenti e inforcando gli occhiali per una migliore tenuta, Teo si siede diritto ed ha uno sguardo infuocato, Ale e Da chiedono dei Cookies. Ma all'improvviso, accade il fattaccio: l'Ila cade vittima del sonno, che la cullerà fino alla fine del secondo episodio. Meno uno. L'Ire a quel punto, sentendosi defraudata dell'unica altra presenza femminile della sala, decide di sgomberare il campo asserendo di doversi alzare presto all'indomani per fare compagnia al suo pesce rosso da giardino. I ragazzi si dichiarano dispiaciuti e le dicono di salutarglielo. Come denotato dalla precedente affermazione infatti, l'attenzione scema minuto dopo minuto: i commenti alle scene del film diventano sempre più scadenti e meno frequenti, i cookies stanno per finire. Ad un tratto, l'idea risolutiva: Vinci estrae dal suo sacchetto del cibo un rotolino di marmellata al lampone che lui stesso definisce "ben stagionato" (sinonimo di "scaduto da tre mesi") solleticando le attenzioni dei maratoneti, che mandano a farsi fottere la dieta e ne ingollano porzioni enormi. L'unico ad accorgersi di qualcosa di strano è Teo, che respinge l'offerta di un pezzo di rotolino in quanto "emana una strana puzza". Non a caso Da è beccato mentre, nel buio di un angolino della sala, mangia un pezzettino del suddetto tortino con una molletta al naso; in precedenza aveva attribuito la sua voce nasale ad una fresca tracheite. In aggiunta sono poi consumate con l'ausilio di un microonde da campo 2 focacce e una pizza surgelate da Pulcinella in persona.
-IL RITORNO DEL RE: l'ultimo capitolo della saga è preceduto da un largo intervallo in cui l'Ila si sveglia e inizia a urlare insulti a caso, terrorizzando gli altri maratoneti. Essi, forse già convinti di farcela, peccano di superbia e cadono uno dopo l'altro: prima Teo, poi Vinci ed infine Ale. Si innesca quindi una gara a chi emette il respiro più rumoroso tra i primi due; ci si domanda come faccia il buon Ale a dormire con quel chiasso. Il ragazzo difatti di tanto in tanto è visto agitarsi, fare smorfie, cambiare posizione; particolare agghiacciante è che il giorno dopo affermerà di non ricordarsi nulla dall'inizio del Ritorno del Re: che sia stato posseduto dal re dei Nazgul?
La Maratona si conclude quando oramai il sole è ben visibile sulle case busteccare. Senza dubbio il più duro da svegliare è Vinci, tanto che viene sottoposto al test delle chiavi del carro armato (fallito clamorosamente).
Dopo un breve momento in cui i nostri si rendono conto di chi sono e in quale luogo si trovano, "la Compagnia si separa sebbene unita da un legame d'amore e d'amicizia" [cit.]. Grazie, ragazzi e ragazze.
Alla prossima, con Rambo, Fantozzi o chi volete!
Tra cazzi, mazzi, frizze, bizze e, soprattutto, sizze, il primo film inizia alle 21.45. Prima infatti si era scatenata una violenta lotta per la supremazia del Divano - oggetto assai desiderato - vinta da Teo & dolce metà con l'inganno: il ragazzo aveva fregato gli altri contendenti convincendoli ad alzarsi per spostare il Sofà in una posizione migliore (un vecchio trucco, come quello dell'asino che vola) prendendone immediato possesso e scatenando così le ire del solitamente bonario Vinci, che si vendicherà scagliando improperi e peti verso il giovane agronomo nel corso della serata. Magi e l'Ila si sistemano su un involucro appiccicoso denominato materasso, Ale e Muro sulle sdraio.
- LA COMPAGNIA DELL'ANELLO:
Il primo languorino arriva alle 21.46 circa, in pratica quando sullo schermo campeggia ancora la scritta "Il Signore degli Anelli". Galeotto è un misterioso sacchetto portato e minuziosamente esplorato da Ale, che con il buon Teo aveva comprato un imponente quantitativo dei biscotti che non stancano mai: i Cookies. In pochi secondi ne sono spazzolate alcune scatole; il mattino dopo si scoprirà inoltre un particolare agghiacciante, ovvero la totale assenza di briciole di cookie sul divano o sul pavimento. Pazzesco. Va di moda un succo tropicale del supermercato; tutti se ne servono copiosamente. In particolare, Vinci ha il buon gusto di non chiedere della Coca-Cola fresca in quanto al suo fianco è seduto Muro, persona fine e misurata, da cui era stato apostrofato in precedenza per non aver rispettato il Galateo in occasione di una partita a PES.
Poco tempo dopo il Muro deve abbandonare la compagnia (di amici), sostenendo di dover andare al lavoro il giorno successivo. In realtà il ragazzo era rimasto sconvolto da un rutto che Ale, seduto al suo fianco, aveva tentato maldestramente di soffocare e aveva deciso di non poter passare una serata in compagnia di barbari così rozzi.
Verso le 22.30 è servito il buon tiramisù dell'Ila, apprezzato e prontamente divorato da tutti. Il relativo abbiocco post-tiramisù condurrà Teo al sonno sulla spalla dell'Ire; egli verrà poi risvegliato per seguire con attenzione i film successivi.
Alle 23 giunge il Da, giusto in tempo per vedere Sboromir cadere sotto i colpi di un orco fan degli Slipknot.
E' mezzanotte quando finisce il primo film e i nostri ragazzi mostrano già segni di affaticamento: l'Ila è rannicchiata in una coperta in una sorta di bozzolo e dichiara di essere sveglissima; Vinci sostiene di non aver mai dormito ma di aver al massimo "riposato gli occhi" e Da giace immobile su uno sdraio.
- LE DUE TORRI: i nostri si scuotono ed iniziano il secondo lungometraggio con gli ormoni a mille. Immediatamente Vinci si mette in posizione da combattimento togliendosi le lenti e inforcando gli occhiali per una migliore tenuta, Teo si siede diritto ed ha uno sguardo infuocato, Ale e Da chiedono dei Cookies. Ma all'improvviso, accade il fattaccio: l'Ila cade vittima del sonno, che la cullerà fino alla fine del secondo episodio. Meno uno. L'Ire a quel punto, sentendosi defraudata dell'unica altra presenza femminile della sala, decide di sgomberare il campo asserendo di doversi alzare presto all'indomani per fare compagnia al suo pesce rosso da giardino. I ragazzi si dichiarano dispiaciuti e le dicono di salutarglielo. Come denotato dalla precedente affermazione infatti, l'attenzione scema minuto dopo minuto: i commenti alle scene del film diventano sempre più scadenti e meno frequenti, i cookies stanno per finire. Ad un tratto, l'idea risolutiva: Vinci estrae dal suo sacchetto del cibo un rotolino di marmellata al lampone che lui stesso definisce "ben stagionato" (sinonimo di "scaduto da tre mesi") solleticando le attenzioni dei maratoneti, che mandano a farsi fottere la dieta e ne ingollano porzioni enormi. L'unico ad accorgersi di qualcosa di strano è Teo, che respinge l'offerta di un pezzo di rotolino in quanto "emana una strana puzza". Non a caso Da è beccato mentre, nel buio di un angolino della sala, mangia un pezzettino del suddetto tortino con una molletta al naso; in precedenza aveva attribuito la sua voce nasale ad una fresca tracheite. In aggiunta sono poi consumate con l'ausilio di un microonde da campo 2 focacce e una pizza surgelate da Pulcinella in persona.
-IL RITORNO DEL RE: l'ultimo capitolo della saga è preceduto da un largo intervallo in cui l'Ila si sveglia e inizia a urlare insulti a caso, terrorizzando gli altri maratoneti. Essi, forse già convinti di farcela, peccano di superbia e cadono uno dopo l'altro: prima Teo, poi Vinci ed infine Ale. Si innesca quindi una gara a chi emette il respiro più rumoroso tra i primi due; ci si domanda come faccia il buon Ale a dormire con quel chiasso. Il ragazzo difatti di tanto in tanto è visto agitarsi, fare smorfie, cambiare posizione; particolare agghiacciante è che il giorno dopo affermerà di non ricordarsi nulla dall'inizio del Ritorno del Re: che sia stato posseduto dal re dei Nazgul?
La Maratona si conclude quando oramai il sole è ben visibile sulle case busteccare. Senza dubbio il più duro da svegliare è Vinci, tanto che viene sottoposto al test delle chiavi del carro armato (fallito clamorosamente).
Dopo un breve momento in cui i nostri si rendono conto di chi sono e in quale luogo si trovano, "la Compagnia si separa sebbene unita da un legame d'amore e d'amicizia" [cit.]. Grazie, ragazzi e ragazze.
Alla prossima, con Rambo, Fantozzi o chi volete!
sabato 17 aprile 2010
lunedì 8 marzo 2010
Il dibattito sul decreto salvaliste
Come tutti sanno, in questi giorni si è varato un decreto per riammettere alle elezioni regionali la liste del PDL che non avevano presentato entro i termini prestabiliti le famose 250 firme obbligatorie per la candidatura. L'Italia, manco a dirlo, è divisa: c'è chi condanna pesantemente il fatto e chi ne invoca la legittimità. Ma come farsi un'idea di cosa ne pensano i giovani d'oggi? Non c'è modo migliore di scoprirlo che infilandosi sotto mentite spoglie nella Culla della Cultura - ovvero la Facoltà di Medicina e Chirurgia - dove stamane si è tenuto un acceso comizio sul tema e che ha portato i contendenti quasi alle mani, salvo poi essere divisi da una muta di robusti bodyguards a sanare le divergenze.
Damians, Gian e Max sono in aula, dove tutti sono rilassati attendendo l'inizio della lezione di Biologia. Ma ecco che si avvicina l'onorevole Secco, accompagnato dal rugbista Pacco e dall'oramai ex avvocato Zanzi; il ragazzo non si limita a gettare il tipico sassolino nel lago, ma vi lancia un vero e proprio macigno chiedendo opinioni sul decreto salvaliste. E' la svolta.
"E' davvero uno scandalo, una cosa abominevole progettata da dei legislatori di basso calibro" asserisce Samp, esponente di punta dell'opposizione, che continua "avevo previsto questo decreto - fatto confermato da testimoni - già una settimana fa, pensando alla cosa più oscena che avrei potuto fare se fossi stato un esponente della maggioranza"; Pacco nota "un atteggiamento presuntuoso ed arrogante della maggioranza, che anzichè chiedere scusa ha voluto continuare a dichiarare la propria onestà denunciando inoltre il magistrato che aveva rifiutato il loro ricorso". Dura la replica di Damiano: "Samp si dimetta: è un mafioso, un colluso e un dipietrista", mentre Max ribatte "la Sinistra è agli sgoccioli e questo fatto lo dimostra. Poter votare chi si desidera è un diritto del popolo, quindi perché questa becera e inconsulta protesta per ergersi a paladini delle istituzioni? Il tempo dei supereroi è finito ed il PD è solamente affamato di potere".
Queste frasi infiammano Secco ("Se non la smette di insinuare oscenità, la sputo") e il giurista Zanzi, che insinua che "la Destra sta muovendo una dura lotta alla democrazia, contribuendo alla rovina dell'Italia. Mi chiedo quanto manchi all'approvazione di un decreto legge per i pretoriani". Gian si lancia in accesi attacchi ad personam "Max, la tua ignoranza in materia politica è abissale quanto la fossa delle Marianne; ciò è testimoniato dai punteggi bassi del test d'ingresso in cultura generale per te e la sig.na P., accesa fascis... Volevo dire votante PDL"; "Gian, tu e la sinistra siete talmente alla frutta che potremmo farci una macedonia" rincara Max, mentre Damiano sostiene che "l'opposizione è allo sbando, basti notare che Secco ha confuso la camicia rossa con quella nera stamattina"; a questo punto Gian viene distratto dal colletto della suddetta camicia nera, non agganciato per bene ai bottoni. Questo gesto apre un'ulteriore faida nel centro-sinistra, con l'attacco di Secco "i veri comunisti siamo noi, pensiamo davvero al popolo al contrario di voi perbenisti"; Gian, che lo stava per abbracciare, ritrae il suo braccio apparentemente per dirigersi verso il posto dato che nel mentre è apparso il professore. Che questo gesto non celi secondi fini? Ai posteri l'ardua sentenza.
Damians, Gian e Max sono in aula, dove tutti sono rilassati attendendo l'inizio della lezione di Biologia. Ma ecco che si avvicina l'onorevole Secco, accompagnato dal rugbista Pacco e dall'oramai ex avvocato Zanzi; il ragazzo non si limita a gettare il tipico sassolino nel lago, ma vi lancia un vero e proprio macigno chiedendo opinioni sul decreto salvaliste. E' la svolta.
"E' davvero uno scandalo, una cosa abominevole progettata da dei legislatori di basso calibro" asserisce Samp, esponente di punta dell'opposizione, che continua "avevo previsto questo decreto - fatto confermato da testimoni - già una settimana fa, pensando alla cosa più oscena che avrei potuto fare se fossi stato un esponente della maggioranza"; Pacco nota "un atteggiamento presuntuoso ed arrogante della maggioranza, che anzichè chiedere scusa ha voluto continuare a dichiarare la propria onestà denunciando inoltre il magistrato che aveva rifiutato il loro ricorso". Dura la replica di Damiano: "Samp si dimetta: è un mafioso, un colluso e un dipietrista", mentre Max ribatte "la Sinistra è agli sgoccioli e questo fatto lo dimostra. Poter votare chi si desidera è un diritto del popolo, quindi perché questa becera e inconsulta protesta per ergersi a paladini delle istituzioni? Il tempo dei supereroi è finito ed il PD è solamente affamato di potere".
Queste frasi infiammano Secco ("Se non la smette di insinuare oscenità, la sputo") e il giurista Zanzi, che insinua che "la Destra sta muovendo una dura lotta alla democrazia, contribuendo alla rovina dell'Italia. Mi chiedo quanto manchi all'approvazione di un decreto legge per i pretoriani". Gian si lancia in accesi attacchi ad personam "Max, la tua ignoranza in materia politica è abissale quanto la fossa delle Marianne; ciò è testimoniato dai punteggi bassi del test d'ingresso in cultura generale per te e la sig.na P., accesa fascis... Volevo dire votante PDL"; "Gian, tu e la sinistra siete talmente alla frutta che potremmo farci una macedonia" rincara Max, mentre Damiano sostiene che "l'opposizione è allo sbando, basti notare che Secco ha confuso la camicia rossa con quella nera stamattina"; a questo punto Gian viene distratto dal colletto della suddetta camicia nera, non agganciato per bene ai bottoni. Questo gesto apre un'ulteriore faida nel centro-sinistra, con l'attacco di Secco "i veri comunisti siamo noi, pensiamo davvero al popolo al contrario di voi perbenisti"; Gian, che lo stava per abbracciare, ritrae il suo braccio apparentemente per dirigersi verso il posto dato che nel mentre è apparso il professore. Che questo gesto non celi secondi fini? Ai posteri l'ardua sentenza.
mercoledì 3 febbraio 2010
Il compleanno della Gio @ Bettolino
Due settimane fa la Compagnia delle Bustecche ha celebrato con gioia il diciottesimo anniversario di nascita della dolce metà del buon Diego, alias la Gio. Teatro dei festeggiamenti è il Bettolino, locale di tendenza all'interno dell'ippodromo Le Bettole. Il posto è stato affittato per metà circa dalla nostra festeggiata, che ha generosamente offerto ad amici e parenti un ricco buffet e bevande a volontà.
Non faccio in tempo ad afferrare un bicchiere colmo di un superalcolico (molto probabilmente Sprite) che vengo accolto da Vinz e Muro, entrambi ancora in condizioni decorose. Essi si dilungano nella descrizione del primo tempo di Bari - Inter, dominato dai galletti nel gioco e nell'atteggiamento ma non premiato da gol. La cosa infastidisce molto i due juventini, che vengono tra l'altro sbeffeggiati da un giovane tifoso interista benvestito. La cosa continuerà nel corso della serata senza scatenare reazioni da parte di Vinz, poco avvezzo alle risse.
La prima svolta nella serata avviene alle ore 23 circa: fa il suo ingresso trionfale la Torta, accompagnata da una bottiglia di spumante delle dimensioni di un barile. Ecco che i convitati si adagiano allora sui divani e iniziano a discorrere: mattatore della serata è manco a dirlo il Muro, che inizia a fare "campagna elettorale" riscuotendo i meritati consensi dal pubblico femminile (ovvero Amar e Sere) su argomenti di stringente attualità.
Ale e Ufo si esaltano all'arrivo di Corvi e Simo, entrambi intenti nel più classico dei giochi: il Ceres Tour. Regole semplici: partendo dal centro di Varese a piedi, bisogna raggiungere il Bettolino fermandosi in ogni bar a comprare una Ceres a testa. Il risultato è che i due sono un tantino brilli: Corvi si manifesta urlando e gettandosi su una bottiglia piena di mandarini che in seguito ingoierà interi, Simo si presenta sedendosi su Vinz, realizzando solo dopo qualche secondo di non conoscerlo.
All'arrivo del Da Tix, giunto da un suo tour promozionale, inizia la musica un po' più in stile discoteca. Difatti la pista si riempie di circa 3 danzatori (fino ad un massimo di 6, ma il settimo si sarebbe dovuto accomodare in braccio al dj tanto era ingombrato il locale): una signorina sulla trentina (quarantina?) che sin da subito dimostra un interesse particolare per la nostra Amar e un individuo misterioso, abbigliato con un impermeabile stile Neo di Matrix e un colbacco. Da notarsi che costui era dotato di prominenti baffoni alla Camillo Benso Conte di Cavour. Il personaggio, noto con lo pseudonimo di "Gandalf Cosacco", dapprima si struscia sul sottoscritto, dopodichè tenta un approccio con la signorina citata in precedenza. Ma costei non sembra soddisfatta. Ecco allora scendere in campo l'Amar per accontentare le bramosie di costei, che si emoziona a tal punto da dover abbandonare la pista da ballo dopo qualche minuto; voci maliziose sostengono l'abbia fatto per andare a cambiarsi il catetere.
Nel frattempo l'atmosfera si calma. Già verso l'1 la Gio abbandona il campo accompagnata da Diego, calando il sipario su una gran bella serata.
Merci.
Non faccio in tempo ad afferrare un bicchiere colmo di un superalcolico (molto probabilmente Sprite) che vengo accolto da Vinz e Muro, entrambi ancora in condizioni decorose. Essi si dilungano nella descrizione del primo tempo di Bari - Inter, dominato dai galletti nel gioco e nell'atteggiamento ma non premiato da gol. La cosa infastidisce molto i due juventini, che vengono tra l'altro sbeffeggiati da un giovane tifoso interista benvestito. La cosa continuerà nel corso della serata senza scatenare reazioni da parte di Vinz, poco avvezzo alle risse.
La prima svolta nella serata avviene alle ore 23 circa: fa il suo ingresso trionfale la Torta, accompagnata da una bottiglia di spumante delle dimensioni di un barile. Ecco che i convitati si adagiano allora sui divani e iniziano a discorrere: mattatore della serata è manco a dirlo il Muro, che inizia a fare "campagna elettorale" riscuotendo i meritati consensi dal pubblico femminile (ovvero Amar e Sere) su argomenti di stringente attualità.
Ale e Ufo si esaltano all'arrivo di Corvi e Simo, entrambi intenti nel più classico dei giochi: il Ceres Tour. Regole semplici: partendo dal centro di Varese a piedi, bisogna raggiungere il Bettolino fermandosi in ogni bar a comprare una Ceres a testa. Il risultato è che i due sono un tantino brilli: Corvi si manifesta urlando e gettandosi su una bottiglia piena di mandarini che in seguito ingoierà interi, Simo si presenta sedendosi su Vinz, realizzando solo dopo qualche secondo di non conoscerlo.
All'arrivo del Da Tix, giunto da un suo tour promozionale, inizia la musica un po' più in stile discoteca. Difatti la pista si riempie di circa 3 danzatori (fino ad un massimo di 6, ma il settimo si sarebbe dovuto accomodare in braccio al dj tanto era ingombrato il locale): una signorina sulla trentina (quarantina?) che sin da subito dimostra un interesse particolare per la nostra Amar e un individuo misterioso, abbigliato con un impermeabile stile Neo di Matrix e un colbacco. Da notarsi che costui era dotato di prominenti baffoni alla Camillo Benso Conte di Cavour. Il personaggio, noto con lo pseudonimo di "Gandalf Cosacco", dapprima si struscia sul sottoscritto, dopodichè tenta un approccio con la signorina citata in precedenza. Ma costei non sembra soddisfatta. Ecco allora scendere in campo l'Amar per accontentare le bramosie di costei, che si emoziona a tal punto da dover abbandonare la pista da ballo dopo qualche minuto; voci maliziose sostengono l'abbia fatto per andare a cambiarsi il catetere.
Nel frattempo l'atmosfera si calma. Già verso l'1 la Gio abbandona il campo accompagnata da Diego, calando il sipario su una gran bella serata.
Merci.
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