Inizia col botto il nuovo anno nelle Bustecche, probabilmente una testa di Lavezzi.
Il ritrovo è a casa di Ale, l'idea è semplice ma complessa: ciascuno porta qualcosa da mangiare e da bere, così come orchestrato dal maitre Teo. Il problema che ci si era precedente posto sulla numerosità dei convitati viene risolto in maniera tragica: Muro e Diego danno forfait e brindano a distanza dal quartiere natio.
Tutto parte alle 20 circa per gli invitati ma ben prima per il povero Ale restauratore, che ha modificato radicalmente la geografia della sua dimora: il salotto è ora integralmente occupato da un tavolone a L con 24 posti ed ogni altro mobile passibile di danni fisici è stato spostato nella camera dello stesso proprietario di casa, ora tappezzata di quadri, foto di famiglia, vecchie bomboniere e soprammobili la cui incolumità sarebbe stata a forte rischio. Permane in sala solo una fragile ed invitante vetrinetta, proprio a fianco del tavolone da pasto; tatticamente Ale colloca nelle sue vicinanze Canto e Canto jr., notoriamente dotati di esile corporatura e di movenze delicate. Il piano verso le 21 sembra fallire quando Corvi, che si stava dirigendo verso il balcone, urta il prezioso mobile con una gomitata rischiando di fracassare i vetri e la collezione di uova Fabergé ivi contenuta. Ale, già in tensione perché pochi secondi prima aveva sentito il Cri suggerire di far esplodere il pianoforte con della dinamite di contrabbando, si materializza a fianco di Corvi smadonnando e con un calmo ma fermo "Facciamo attenzione ragazzi" riporta l'ordine in casa.
Nel frattempo si è iniziato a mangiare e, al terzo antipasto, compaiono i primi segni di sazietà.
Nell'angolino vicino al delicato tivù ultrapiatto di Ale si allestisce una discoteca improvvisata e si balla senza freni. Chiara, Marta, Cate, Fabio, Da Tix e un paio di ragazze di cui non ricordo il nome sono tra i più agitati. La stessa Marta verrà coinvolta suo malgrado in uno Sconvolt Quiz da Da Tix risultando positiva.
Al secondo primo la situazione è largamente stagnante sul fronte occidentale. Magi, Ila M, i due Canto e la Cri sono vergognosamente spiaggiati sul tavolo; Vinci, circondato da donne (Ila V e Giulia nello specifico), le ammaestra sui segreti della vita; Simo sta ancora finendo l'antipasto.
All'improvviso l'appartamento viene scosso da un boato proveniente dall'esterno tale da far tremare le tapparelle: tutti guardano in direzione del principale indiziato, il Cri, che però sta apparentemente mangiando un piatto di pasta con speck e zucchine. "Un alibi di ferro" commenta in seguito Magi, sottolineando come 23 testimoni in un eventuale processo siano un'importante carta da giocare. Al ripetersi del botto qualche minuto dopo lo stesso Cri si alzerà tuonando "Oeh, che sono 'ste miccette" accarezzando il suo sacchetto misterioso e provocando l'improvviso impallidimento di Ale, che nel mentre si è reso conto del fatto che il proprio pianoforte è rimasto incustodito nel corso dell'ultima ora.
Si arriva faticosamente ai secondi. Enorme successo suscita il pollo con salsiccia di Dan con le patate al forno di Corvi, piatto che verrà spazzolato da cima a fondo (sarà praticamente l'unico a non finire in doggy bag). Dan non può però gioire appieno in quanto la sua donna, Sneha, si è appena ritirata al piano superiore, provata da 16 ore di volo e da decine di portate.
Ed ecco la mezzanotte: come di rito, oltre che con i propri cari, il festeggiamento non sarebbe lo stesso senza Carlo Conti in tivù (travestito per l'occasione da barretta di cioccolato fondente) circondato da sgallettate di ogni genere e sesso. Il brindisi trascorre senza grossi rischi, con i 24 ammassati sul balcone alla ricerca di un posto dove sparare i tappi senza devastare la vetrinetta. La magia del momento viene spezzata da Vinci che, approfittando della ressa, ha girato su Antenna3 per vedere se in occasione del nuovo anno ci fossero offerte speciali alle televendite delle pentole di pietra.
D'improvviso Da Tix, contando gli invitati per distribuire lo spumante, si accorge che il numero è calato a 22. Pochi attimi dopo compare sul ciglio di via Rodari il Cri accompagnato dalla dolce Nicole, svelando il contenuto del suo sacchetto: lo spettacolo pirotecnico. Al primo botto (lanciato rigorosamente in mezzo alla strada e sulle strisce pedonali) crollano due tetti di Eternit delle palazzine fatiscenti situate nelle vicinanze; al secondo, sull'asfalto di via Rodari (appena rifatto dopo anni di lettere di protesta al comune) compaiono delle crepe; al terzo, la nebbia (che aveva abbandonato il nord italia il giorno prima dopo una settimana) avvolge il quartiere e fa scattare un paio di allarmi antincendio. Ale, allarmato che i suoi parenti in Sicilia possano aver sentito riecheggiare le detonazioni, intima all'amico di evitare altre esplosioni; si passa quindi ai classici fuochi d'artificio, di pregevole fattura, esplosi nelle vicinanze dell'ultimo piano della palazzina di Ale.
Si entra quindi nella fase finale della serata. Le prime a cadere sono proprio le donne, stremate dall'alcol, dal ballo e dai trampoli. In pochi minuti il piano superiore si trasforma in un campo profughi: testimoni oculari riferiscono di giovani abbandonati per terra e sui letti, privi di conoscenza, sparpagliati in ogni camera.
E' verso le 2 di notte che accade il patatrac: Marta, che per omaggiare Michael Jordan indossa tacchi 23, ruzzola rovinosamente dalle scale e batte il gomito destro con grande dolore. Al suo capezzolo accorre Ale che richiama a gran voce Magi per un consulto. Dopo una prima occhiata e una prima diagnosi errata (appendicite), Magi richiede alla paziente la dinamica dell'accaduto. "E' accaduto così" replica Marta, sbattendo più volte il gomito sugli scalini: è in questa maniera che i nostri escludono ragionevolmente fratture. La ragazza sarà poi ricondotta contro la propria volontà su un letto dal padrone di casa e cadrà placidamente tra le braccia di Morfeo; quest'ultimo verrà poi coinvolto da Ale in una collutazione per aver messo le mani addosso alla sua ragazza (c'è chi dice di averlo sentito gridare "Gran pezzo di merda, se ci provi un'altra volta ti lamo").
Alle 3, mentre Corvi, Teo, Simo e Da tix cucinano cavolfiori sul balcone, Cate continua imperterrita a ballare agitando i capelli biondi e strillando di tanto in tanto; si fermerà solo 10 minuti in occasione del classico pandoro con crema al mascarpone di capodanno, per poi riprendere al ritmo di "Like a G6". Inspiegabilmente nessuno desidera il chilo e mezzo di lenticchie e cotechino che la stessa Cate e Teo hanno portato per la mezzanotte e tutti si oppongono all'idea di Magi di un karaoke coi migliori pezzi di Immanuel Casto (a parte Vinci, voglioso di mostrare di aver imparato a memoria il singolo 50 bocca 100 amore).
Stanchi ma contenti, i nostri si dirigono verso i letti per il primo giusto riposo del 2014.
Dermatoglifo's corner
Se hai letto, paghi.
martedì 7 gennaio 2014
martedì 23 luglio 2013
Il Dottore del Buco del Cul
Tutto sembra avere inizio come al solito e al solito posto. Ale, Muro, Magi e Teo si ritrovano alle panche verso le 21.30 per andare in centro. Si notano tuttavia diversi elementi di novità:
- Ale si presenta con un quarto d'ora d'anticipo rispetto al suo fuso orario, cioè all'ora giusta;
- Magi e Teo INDOSSANO UNA CAMICIA (avete letto bene). Suscita scalpore la tenuta di quest'ultimo soprattutto in Muro, che non se l'aspettava. "Sembri quasi una persona normale" mormora sgranando gli occhi, tastando il lino bianco che ricopre il corpo scultoreo dello Stallone di via Elba;
- il motivo del party.
Infatti in data 22 luglio 2013 la Compagnia delle Bustecche ha il suo primo laureato, il Vinci (meglio conosciuto come Ingegner Vins). Viene svelato allora un particolare sulla festa in quel di Milano: al momento della proclamazione non si è sentito il voto di Vinci. Questa la cronaca dell'evento:
"In poche parole la tizia dice 'Vincenzo Lepanto' e, tra la folla in attesa che inizia a strillare, il rumore degli spari e la commozione della professoressa, non si capisce una minchia".
Si procede quindi a ritirare il festeggiato a domicilio rovinando la sua reputazione tra il vicinato con le urla di Muro, Magi e Teo e una batteria di colpi di clacson sul ritmo della classica "Dottore del Buco del Cul" e ci si dirige in centro. Qui si aggiungono Ale DiPane, Da Tix, Canto sr e jr e Diego con consorte, quest'ultima peraltro già abbastanza piena (l'Ing. Vins ha poi stimato che circa il 27% in peso del suo corpo fosse composto da Campari shakerato all'inizio della serata), nonché Marta, Silvia L. e la tanto attesa dolce metà del festeggiato, Ilaria.
Arriva il momento del primo giro e del brindisi per la laurea, e Vinci si sente subito più leggero (forse per il calo di peso del suo portafogli): volano i Negroni, i Mojito, i Long Island. Tutti vogliono complimentarsi con il laureato e Vins raddoppia gli amici di Facebook in 20 minuti. Partecipa alla festa anche Zullo, che dà al nuovo ingegnere il benvenuto nel mondo dei disoccupati ("Con la laurea puoi finalmente venire a fare il cameriere anche tu, Vinci!") e persino il noto attore Francesco Pannofino, che ha è venuto in elicottero non appena ha saputo del party. Viene a galla la ridotta cultura cinematografica del gruppo, che si può descrivere nel seguente dialogo (avvenuto realmente più volte):
"Hai sentito che c'è l'attore famoso?"
"Chi??"
"Pannofino!!"
"Chi??"
Sono diversi i modi utilizzati per descriverlo. Il metodo più efficace è quello di Canto ("quello che doppia il diavolo in Mucca e Pollo", cartone animato spettacolare e altamente culturale su Cartoon Network, ecco la sigla http://www.youtube.com/watch?v=ei2g9PUc7hU). L'attore famoso abbraccia Vinci e lo definisce il Brad Pitt moro dell'Italia centro-meridionale.
Preso bene dalla similitudine, Magi si improvvisa l'analogo italiano di Michael Bublè con una notevole interpretazione della Moondance e di Spiderman, rischiando di essere sputato e malmenato da Simo (che nel mentre è arrivato insieme a Corvi e la Susi).
Alla fine arriva la mezzanotte e la seconda parte dei festeggiamenti: quelli per il compleanno di Vinci.
Si riescono a recuperare un paio di bottiglie di bianco per un'ennesimo brindisi grazie ad una raccolta fondi indetta da Da e Muro: le dosi generose, i giri precedenti e la pioggia conducono la situazione al degenero.
Mentre Muro deve lasciare il gruppo presto e Ale DPP, acquisita la cittadinanza Namecciana, si dilegua tra un porcoddino e l'altro, gli effetti dei cocktail iniziano a farsi sentire.
Innanzitutto una sconosciuta ragazza, trattenendosi a stento in piedi e pertanto costretta a rimanere seduta su uno sgabellone al di fuori del locale, è colta da importanti dilemmi sulla pavimentazione varesina: il materiale usato sarà porfido o granito? Probabilmente per osservare con più attenzione, la ragazza decide di avvicinarsi al pavimento schiantandoci addosso la faccia e peggiorando le sue già precarie condizioni di equilibrio.
Marta versa in condizioni critiche dopo aver ingurgitato diversi cocktail ed essere stata forzata a ingollare il vinello della casa. Anche lei è su uno sgabellone, ma non ha alcuna attrazione per i materiali del corso varesino. E' inoltre amorevolmente sostenuta da Ale che, notando le condizioni critiche della dolce metà e il fatto che indossi degli esemplari di zeppe-trampolo, la conduce fino alla macchina e si accerta che giunga a casa sana e salva (sarà praticamente l'unico a fine serata ad essere in grado di scrivere un messaggio su touch screen).
Teo è calmo, assiso su un dondolo insieme ad uno sconosciuto con cui intavola una fitta conversazione. Ogni 10 minuti circa tenta di intonare "Dottore del Buco del Cul" venendo insultato.
Canto sr. parla del diavolo di Mucca e Pollo e interroga ripetutamente Ale sulle funzioni della RAM.
Vinci è dopotutto in ottime condizioni: dopo aver intrattenuto con sagacia diverse donne con delle ottime battute (una su tutte è "il FEGATO mi ha FREGATO", un complicato gioco di parole che consiste nell'aggiungere all'interno di una parola una lettera e farla rientrare in una frase di senso compiuto) e aver degustato un nuovo cocktail composto da mojito e sambuca, decide di esplorare il mondo degli agrumi di Sicilia con un devastante limone pubblico che manda la folla in visibilio. Numero 1.
Da è la definizione di stirato per antonomasia: dapprima accoglie a braccia larghe la pioggia, farfugliando frasi dall'alto valore filosofico ("bella pioggia beella" oppure "la pioggia è naturale, fa bene, mica come l'acqua della doccia") e quindi lavandosi completamente, decide che tutti devono bere e, impugnando il cocktail mojito+sambuca (non apprezzato dal festeggiato per motivi sconosciuti) lo fa degustare ad alcuni e ad altri lo versa addosso . Le reazioni sono discordanti: c'è chi è timido, come Teo ("Mmm, non male" assumendo l'espressione di chi ha appena inghiottito una pigna) e chi è più esplicito come Ale ("ehi, è proprio unammerda!"). La performance di Da è completata da un collasso sotto un portico con tanto di insulti al proprietario, fischi molesti, fame improvvisa e incoercibile e una spettacolare caduta in una pozzanghera davanti alla Benetton nel tentativo di imitare il suo idolo Rosolino.
E' proprio la fame a condurre i ragazzi ad una disperata corsa verso il McDrive di Malnate. Dopo circa un quarto d'ora di discussione con il paletto per le ordinazioni, ci si accorge che il "ristorante" è chiuso e si decide di virare verso il paninaro dell'Iper, anche perché le condizioni in macchina stanno degenerando: Magi guida, Da mormora in alternanza "Big Mac" e "per me un McBacon menù grande", Vinci sghignazza perché non riesce a scrivere i messaggi sul touch screen e Ale barcolla ma non molla. Il paninaro in questione si rivela essere un siciliano verace, col quale i siciliani del gruppo (soprattutto Da) tentano da subito di entrare in confidenza per tentare di diminuire il prezzo dei panini con la (sala)Mella siciliana. Basta una frase sul paninaro del cimitero, diretto concorrente di quello dell'Iper, per innescare la macchina del fango: "Guardate io non parlo per cattiveria, ma quello là (il paninaro del cimitero, ndr) c'ha gli occhi storti, i denti storti e, me l'hanno detto diverse persone, li mette pure nei panini per dare più croccantezza. E tra l'altro al posto della carne utilizza dei copertoni tritati, sua mamma è maiala e non si lava le mani dalla caduta del muro di Berlino". Il discorso, esposto in maniera assolutamente chiara e obiettiva, è completato da un prezzo non scontato. Vinci arriva a malapena a coprirlo (il bis gli avrebbe richiesto l'ipoteca di uno dei suoi preziosi reni) e Da, completato il bis, tenta di addentare anche la vetrina.
I nostri, stanchi e fradici, rientrano all'ovile verso le due e mezzo.
Chiudo citando l'ultima frase del Da prima di separarci ("mai più laurea e compleanno insieme, ehh") e facendo di nuovo grandi complimenti al Vins per la sua Laurea.
A presto.
- Ale si presenta con un quarto d'ora d'anticipo rispetto al suo fuso orario, cioè all'ora giusta;
- Magi e Teo INDOSSANO UNA CAMICIA (avete letto bene). Suscita scalpore la tenuta di quest'ultimo soprattutto in Muro, che non se l'aspettava. "Sembri quasi una persona normale" mormora sgranando gli occhi, tastando il lino bianco che ricopre il corpo scultoreo dello Stallone di via Elba;
- il motivo del party.
Infatti in data 22 luglio 2013 la Compagnia delle Bustecche ha il suo primo laureato, il Vinci (meglio conosciuto come Ingegner Vins). Viene svelato allora un particolare sulla festa in quel di Milano: al momento della proclamazione non si è sentito il voto di Vinci. Questa la cronaca dell'evento:
"In poche parole la tizia dice 'Vincenzo Lepanto' e, tra la folla in attesa che inizia a strillare, il rumore degli spari e la commozione della professoressa, non si capisce una minchia".
Si procede quindi a ritirare il festeggiato a domicilio rovinando la sua reputazione tra il vicinato con le urla di Muro, Magi e Teo e una batteria di colpi di clacson sul ritmo della classica "Dottore del Buco del Cul" e ci si dirige in centro. Qui si aggiungono Ale DiPane, Da Tix, Canto sr e jr e Diego con consorte, quest'ultima peraltro già abbastanza piena (l'Ing. Vins ha poi stimato che circa il 27% in peso del suo corpo fosse composto da Campari shakerato all'inizio della serata), nonché Marta, Silvia L. e la tanto attesa dolce metà del festeggiato, Ilaria.
Arriva il momento del primo giro e del brindisi per la laurea, e Vinci si sente subito più leggero (forse per il calo di peso del suo portafogli): volano i Negroni, i Mojito, i Long Island. Tutti vogliono complimentarsi con il laureato e Vins raddoppia gli amici di Facebook in 20 minuti. Partecipa alla festa anche Zullo, che dà al nuovo ingegnere il benvenuto nel mondo dei disoccupati ("Con la laurea puoi finalmente venire a fare il cameriere anche tu, Vinci!") e persino il noto attore Francesco Pannofino, che ha è venuto in elicottero non appena ha saputo del party. Viene a galla la ridotta cultura cinematografica del gruppo, che si può descrivere nel seguente dialogo (avvenuto realmente più volte):
"Hai sentito che c'è l'attore famoso?"
"Chi??"
"Pannofino!!"
"Chi??"
Sono diversi i modi utilizzati per descriverlo. Il metodo più efficace è quello di Canto ("quello che doppia il diavolo in Mucca e Pollo", cartone animato spettacolare e altamente culturale su Cartoon Network, ecco la sigla http://www.youtube.com/watch?v=ei2g9PUc7hU). L'attore famoso abbraccia Vinci e lo definisce il Brad Pitt moro dell'Italia centro-meridionale.
Preso bene dalla similitudine, Magi si improvvisa l'analogo italiano di Michael Bublè con una notevole interpretazione della Moondance e di Spiderman, rischiando di essere sputato e malmenato da Simo (che nel mentre è arrivato insieme a Corvi e la Susi).
Alla fine arriva la mezzanotte e la seconda parte dei festeggiamenti: quelli per il compleanno di Vinci.
Si riescono a recuperare un paio di bottiglie di bianco per un'ennesimo brindisi grazie ad una raccolta fondi indetta da Da e Muro: le dosi generose, i giri precedenti e la pioggia conducono la situazione al degenero.
Mentre Muro deve lasciare il gruppo presto e Ale DPP, acquisita la cittadinanza Namecciana, si dilegua tra un porcoddino e l'altro, gli effetti dei cocktail iniziano a farsi sentire.
Innanzitutto una sconosciuta ragazza, trattenendosi a stento in piedi e pertanto costretta a rimanere seduta su uno sgabellone al di fuori del locale, è colta da importanti dilemmi sulla pavimentazione varesina: il materiale usato sarà porfido o granito? Probabilmente per osservare con più attenzione, la ragazza decide di avvicinarsi al pavimento schiantandoci addosso la faccia e peggiorando le sue già precarie condizioni di equilibrio.
Marta versa in condizioni critiche dopo aver ingurgitato diversi cocktail ed essere stata forzata a ingollare il vinello della casa. Anche lei è su uno sgabellone, ma non ha alcuna attrazione per i materiali del corso varesino. E' inoltre amorevolmente sostenuta da Ale che, notando le condizioni critiche della dolce metà e il fatto che indossi degli esemplari di zeppe-trampolo, la conduce fino alla macchina e si accerta che giunga a casa sana e salva (sarà praticamente l'unico a fine serata ad essere in grado di scrivere un messaggio su touch screen).
Teo è calmo, assiso su un dondolo insieme ad uno sconosciuto con cui intavola una fitta conversazione. Ogni 10 minuti circa tenta di intonare "Dottore del Buco del Cul" venendo insultato.
Canto sr. parla del diavolo di Mucca e Pollo e interroga ripetutamente Ale sulle funzioni della RAM.
Vinci è dopotutto in ottime condizioni: dopo aver intrattenuto con sagacia diverse donne con delle ottime battute (una su tutte è "il FEGATO mi ha FREGATO", un complicato gioco di parole che consiste nell'aggiungere all'interno di una parola una lettera e farla rientrare in una frase di senso compiuto) e aver degustato un nuovo cocktail composto da mojito e sambuca, decide di esplorare il mondo degli agrumi di Sicilia con un devastante limone pubblico che manda la folla in visibilio. Numero 1.
Da è la definizione di stirato per antonomasia: dapprima accoglie a braccia larghe la pioggia, farfugliando frasi dall'alto valore filosofico ("bella pioggia beella" oppure "la pioggia è naturale, fa bene, mica come l'acqua della doccia") e quindi lavandosi completamente, decide che tutti devono bere e, impugnando il cocktail mojito+sambuca (non apprezzato dal festeggiato per motivi sconosciuti) lo fa degustare ad alcuni e ad altri lo versa addosso . Le reazioni sono discordanti: c'è chi è timido, come Teo ("Mmm, non male" assumendo l'espressione di chi ha appena inghiottito una pigna) e chi è più esplicito come Ale ("ehi, è proprio unammerda!"). La performance di Da è completata da un collasso sotto un portico con tanto di insulti al proprietario, fischi molesti, fame improvvisa e incoercibile e una spettacolare caduta in una pozzanghera davanti alla Benetton nel tentativo di imitare il suo idolo Rosolino.
E' proprio la fame a condurre i ragazzi ad una disperata corsa verso il McDrive di Malnate. Dopo circa un quarto d'ora di discussione con il paletto per le ordinazioni, ci si accorge che il "ristorante" è chiuso e si decide di virare verso il paninaro dell'Iper, anche perché le condizioni in macchina stanno degenerando: Magi guida, Da mormora in alternanza "Big Mac" e "per me un McBacon menù grande", Vinci sghignazza perché non riesce a scrivere i messaggi sul touch screen e Ale barcolla ma non molla. Il paninaro in questione si rivela essere un siciliano verace, col quale i siciliani del gruppo (soprattutto Da) tentano da subito di entrare in confidenza per tentare di diminuire il prezzo dei panini con la (sala)Mella siciliana. Basta una frase sul paninaro del cimitero, diretto concorrente di quello dell'Iper, per innescare la macchina del fango: "Guardate io non parlo per cattiveria, ma quello là (il paninaro del cimitero, ndr) c'ha gli occhi storti, i denti storti e, me l'hanno detto diverse persone, li mette pure nei panini per dare più croccantezza. E tra l'altro al posto della carne utilizza dei copertoni tritati, sua mamma è maiala e non si lava le mani dalla caduta del muro di Berlino". Il discorso, esposto in maniera assolutamente chiara e obiettiva, è completato da un prezzo non scontato. Vinci arriva a malapena a coprirlo (il bis gli avrebbe richiesto l'ipoteca di uno dei suoi preziosi reni) e Da, completato il bis, tenta di addentare anche la vetrina.
I nostri, stanchi e fradici, rientrano all'ovile verso le due e mezzo.
Chiudo citando l'ultima frase del Da prima di separarci ("mai più laurea e compleanno insieme, ehh") e facendo di nuovo grandi complimenti al Vins per la sua Laurea.
A presto.
martedì 19 marzo 2013
Una cena frugale
"Voi mettete 10 a testa, al resto ci penso io"
E' con questa frase che Diego riesce ad assicurarsi il diritto di andare a fare la spesa. Sono le 14.30 di un sabato luminoso e i ragazzi sono attorno al tavolo del baretto della zona a prendere il caffè. Macchiato, macchiato, lungo, macchiato, con lo Jagermeister. Persino Muro ha preso il caffè, nonostante la dieta ferrea e il rischio di gravi patologie cardiache dichiarate nei mesi precedenti. Si sta decidendo come organizzarsi per la cenetta fissata la sera dello stesso giorno a casa di Da, che ha già preparato tutto: a suo dire si potrà tranquillamente pasteggiare in salotto, mentre i suoi genitori rimarranno legati e imbavagliati in soffitta. Il menù è pronto, mancano solo gli ingredienti e il loro assemblaggio. Lo sguardo del buon Diego mentre si propone di andare a fare la spesa in pescheria tradisce quelle che poi saranno le sue vere intenzioni (c'è chi dice di aver visto comparire nelle sue pupille il simbolo del dollaro) e il ragazzo è sicuramente il più carico per la serata. Quando gli si chiede se resterà nel budget stabilito o di portare cinque fotocopie dello scontrino fiscale (una per commensale), egli risponde con un evasivo "fatti i cazzi tua" e si invola verso il negozio di generi alimentari. La discussione si sposta quindi sulle famose birre doppio malto che Muro ha ordinato e che verranno spartite equamente tra gli astanti. Le birre sono 48, i compratori 5: ad ogni compratore spettano 9,6 birre. Quando l'incauto commerciante si lascia sfuggire un "ma sì, facciamo 9 birre a testa" la situazione si fa pesante. Sale in cattedra l'esperto di economia Ale che pretende tre quinti di una delle bottiglie avanzate, tassativamente senza che Muro abbia bevuto i restanti due quinti a collo perché ciò lo schifa; in alternativa propone un pagamento adeguato al prezzo della bottiglia, all'inflazione e allo spread; infine, ventila l'ipotesi di un leasing con TAG 2% ma condizionatore incluso. Al termine della contrattazione Ale è quasi riuscito a convincere il barista a comprare il suo giaccone per 15mila euro. Magi taccia Muro di demagogia, cosa che non c'entra nulla ma non fa mai male. Teo rimane impassibile, ma rigira nervosamente tra le mani il coltellino svizzero. Da risponde con un sobrio "arrotonda stocazzo". Il diverbio si risolve con le buone maniere quando i nostri sono cacciati dal locale, dandosi appuntamento per le 19.30.
Diego, Magi, Muro e Teo arrivano al luogo prefissato per le 20, ovvero perfettamente puntuali secondo le usanze delle Bustecche. Ale è in leggero in ritardo avendo trovato coda nel corridoio che separa casa sua da quella dell'amico. Il contenuto delle voluminose borse che Muro e Diego portano si rivela essere la spesa in pescheria, quintuplicata rispetto al budget originale. Ci sono bocconi di capesante, scampi, gamberetti freschi e un'orata da 4 chili che, a dire del pescatore, prima di essere finalmente estratta dall'acqua era riuscita ad affondare tre imbarcazioni della Marina Militare. E' Diego a rivendicare gli acquisti e a prendere immediatamente le redini della situazione, affidando a ciascuno un compito adeguato alle capacità: egli stesso prepara la pasta e impiatta un aperitivo di pesce crudo, Muro taglia i cipollotti e scalda il soffritto, Magi e Teo finiscono a spurgare i gamberetti. E' a questo punto che gli stessi Muro e Diego rivelano di essere stati coinvolti loro malgrado in un aperitivo generoso durato le 3 ore precedenti, il che giustifica il colorito rubizzo del loro volto e gli occhietti lucidi che venivano in precedenza attribuiti al taglio delle cipolle.
Alle ore 21 le portate sono pronte: antipasto freddo di scampi e capesante, pasta risottata con zucchine, gamberetti e pomodorini, scampi e gamberetti alla piastra, la famosa orata al forno sotto sale, il tutto sommerso dal vino bianco che ciascuno ha portato. E' tutto delizioso e bisogna rendere grazie a Diego per l'ottima mangiata. Il ragazzo, umile e commosso, dapprima sostiene che la bontà dei piatti sia dovuta alla qualità della pescheria e poi rievoca l'accaduto di una settimana prima, in cui diversi esponenti della compagnia delle Bustecche erano stati sbattuti fuori da un ristorante cinese. Il gestore di tale locale aveva infatti partorito la sciagurata idea di far pagare un prezzo fisso irrisorio per un all you can eat al sabato sera, suscitando le attenzioni delle nostre forchette buone. Alla fine della serata, dopo una prestazione vergognosa di circa 22 portate a testa, persino i pazienti camerieri cinesi sbottano. "Fate più schifo dei nostli involtini" dice uno, mentre il maitre (o "maitle" come lo chiamano nel Paese del Sol Levante) invita i ragazzi a non ripresentarsi mai più nel locale con la promessa, in caso contrario, di farli diventare parte delle tartine alla polpa di granchio. Da più parti è stato indicato Ale come mattatore della serata, che si dichiara addirittura imbarazzato per il volume di cibo ingurgitato; Muro dichiara in seguito di aver ingerito un bicchierone di salsa di soia per 5 euro, non sapendo che nei ristoranti cinesi non è mai bene identificare ciò che c'è scritto sull'etichetta con il contenuto.
Ale è in effetti il primo ad avventarsi sulla pasta, seguito a ruota da Teo; pessima prestazione di Da che si sta preservando per il giorno successivo in cui si dovrà alzare presto a lavorare e pertanto svolge il ruolo di astemio. E' sorprendentemente Teo però a ripulire la padella (in seguito non la si dovrà neppure lavare); Ale si scusa per l'accaduto, asserendo di essere a dieta dopo il terzo piatto di pasta.
Sull'onda dell'ebbrezza Muro propone una variante di "Indovina chi", noto gioco da tavolo: egli stesso darà alcune informazioni di una persona e i concorrenti dovranno indovinare di chi si tratta. Eccone un paio di esempi:
"22 anni, 175 cm, 75 kg, gira con il dece"
"22 anni, 175 cm, 80 kg, è stato più volte insabbiato"
A intervalli regolari di circa 15 secondi si propone poi un nuovo brindisi. Tralasciando quelli dedicati al cuoco e alla bernarda, Muro propone di dedicarne uno al compianto Vins, il grande assente della serata. Avendo quest'ultimo dichiarato di essere in televisione la sera stessa e avendo escluso che facesse il concorrente dell'Eredità, lo si cerca sui canali sportivi senza risultato. Sono attimi di esaltazione quando su Sportitalia inizia una partita di pallavolo, ma è maschile e sappiamo bene che Vins è specializzato ad arbitrare solo ed esclusivamente donne (sebbene, se ci si pensa, il ragazzo segnali i falli); Magi sostiene di aver visto l'amico in campo, ma ad una più attenta occhiata il giocatore si rivela essere lo schiacciatore brasiliano Giba: i due da lontano sembrano fratelli gemelli. Muro apostrofa poi Vins di tradimento, non gradendo la sua decisione di passare la serata venendo pagato, viziato e coccolato tra una ventina di giovani atlete poco vestite anzichè presenziare alla sagra della salsiccia (sebbene di qualità).
Si apre infine una disputa sui capelli. Teo è molto sensibilizzato al problema, dato che continuano a strappargliene; Ale non ne fa un problema, nonostante nessuno si ricordi di averlo mai visto spettinato; il discorso è diverso per Muro, che afferma senza mezzi termini che l'uomo (o donna cessa) che gli tocca i capelli è un uomo morto. Il ragazzo riferisce addirittura di aver provato istinti omicidi verso un suo caro amico e allenatore, Franco, in quanto costui gli aveva toccato un ciuffo ribelle per rimetterlo in ordine; non soddisfando i requisiti richiesti per toccare la capigliatura di Muro (essere gnocca e/o avere almeno la quarta di reggiseno e/o essere la ragazza di Ale), la situazione stava per degenerare. Coloro che non soddisfando i requisiti hanno toccato i capelli al ragazzo e ne sono usciti vivi si contano sulle dita di una mano.
Verso mezzanotte i ragazzi si dividono. A presto.
E' con questa frase che Diego riesce ad assicurarsi il diritto di andare a fare la spesa. Sono le 14.30 di un sabato luminoso e i ragazzi sono attorno al tavolo del baretto della zona a prendere il caffè. Macchiato, macchiato, lungo, macchiato, con lo Jagermeister. Persino Muro ha preso il caffè, nonostante la dieta ferrea e il rischio di gravi patologie cardiache dichiarate nei mesi precedenti. Si sta decidendo come organizzarsi per la cenetta fissata la sera dello stesso giorno a casa di Da, che ha già preparato tutto: a suo dire si potrà tranquillamente pasteggiare in salotto, mentre i suoi genitori rimarranno legati e imbavagliati in soffitta. Il menù è pronto, mancano solo gli ingredienti e il loro assemblaggio. Lo sguardo del buon Diego mentre si propone di andare a fare la spesa in pescheria tradisce quelle che poi saranno le sue vere intenzioni (c'è chi dice di aver visto comparire nelle sue pupille il simbolo del dollaro) e il ragazzo è sicuramente il più carico per la serata. Quando gli si chiede se resterà nel budget stabilito o di portare cinque fotocopie dello scontrino fiscale (una per commensale), egli risponde con un evasivo "fatti i cazzi tua" e si invola verso il negozio di generi alimentari. La discussione si sposta quindi sulle famose birre doppio malto che Muro ha ordinato e che verranno spartite equamente tra gli astanti. Le birre sono 48, i compratori 5: ad ogni compratore spettano 9,6 birre. Quando l'incauto commerciante si lascia sfuggire un "ma sì, facciamo 9 birre a testa" la situazione si fa pesante. Sale in cattedra l'esperto di economia Ale che pretende tre quinti di una delle bottiglie avanzate, tassativamente senza che Muro abbia bevuto i restanti due quinti a collo perché ciò lo schifa; in alternativa propone un pagamento adeguato al prezzo della bottiglia, all'inflazione e allo spread; infine, ventila l'ipotesi di un leasing con TAG 2% ma condizionatore incluso. Al termine della contrattazione Ale è quasi riuscito a convincere il barista a comprare il suo giaccone per 15mila euro. Magi taccia Muro di demagogia, cosa che non c'entra nulla ma non fa mai male. Teo rimane impassibile, ma rigira nervosamente tra le mani il coltellino svizzero. Da risponde con un sobrio "arrotonda stocazzo". Il diverbio si risolve con le buone maniere quando i nostri sono cacciati dal locale, dandosi appuntamento per le 19.30.
Diego, Magi, Muro e Teo arrivano al luogo prefissato per le 20, ovvero perfettamente puntuali secondo le usanze delle Bustecche. Ale è in leggero in ritardo avendo trovato coda nel corridoio che separa casa sua da quella dell'amico. Il contenuto delle voluminose borse che Muro e Diego portano si rivela essere la spesa in pescheria, quintuplicata rispetto al budget originale. Ci sono bocconi di capesante, scampi, gamberetti freschi e un'orata da 4 chili che, a dire del pescatore, prima di essere finalmente estratta dall'acqua era riuscita ad affondare tre imbarcazioni della Marina Militare. E' Diego a rivendicare gli acquisti e a prendere immediatamente le redini della situazione, affidando a ciascuno un compito adeguato alle capacità: egli stesso prepara la pasta e impiatta un aperitivo di pesce crudo, Muro taglia i cipollotti e scalda il soffritto, Magi e Teo finiscono a spurgare i gamberetti. E' a questo punto che gli stessi Muro e Diego rivelano di essere stati coinvolti loro malgrado in un aperitivo generoso durato le 3 ore precedenti, il che giustifica il colorito rubizzo del loro volto e gli occhietti lucidi che venivano in precedenza attribuiti al taglio delle cipolle.
Alle ore 21 le portate sono pronte: antipasto freddo di scampi e capesante, pasta risottata con zucchine, gamberetti e pomodorini, scampi e gamberetti alla piastra, la famosa orata al forno sotto sale, il tutto sommerso dal vino bianco che ciascuno ha portato. E' tutto delizioso e bisogna rendere grazie a Diego per l'ottima mangiata. Il ragazzo, umile e commosso, dapprima sostiene che la bontà dei piatti sia dovuta alla qualità della pescheria e poi rievoca l'accaduto di una settimana prima, in cui diversi esponenti della compagnia delle Bustecche erano stati sbattuti fuori da un ristorante cinese. Il gestore di tale locale aveva infatti partorito la sciagurata idea di far pagare un prezzo fisso irrisorio per un all you can eat al sabato sera, suscitando le attenzioni delle nostre forchette buone. Alla fine della serata, dopo una prestazione vergognosa di circa 22 portate a testa, persino i pazienti camerieri cinesi sbottano. "Fate più schifo dei nostli involtini" dice uno, mentre il maitre (o "maitle" come lo chiamano nel Paese del Sol Levante) invita i ragazzi a non ripresentarsi mai più nel locale con la promessa, in caso contrario, di farli diventare parte delle tartine alla polpa di granchio. Da più parti è stato indicato Ale come mattatore della serata, che si dichiara addirittura imbarazzato per il volume di cibo ingurgitato; Muro dichiara in seguito di aver ingerito un bicchierone di salsa di soia per 5 euro, non sapendo che nei ristoranti cinesi non è mai bene identificare ciò che c'è scritto sull'etichetta con il contenuto.
Ale è in effetti il primo ad avventarsi sulla pasta, seguito a ruota da Teo; pessima prestazione di Da che si sta preservando per il giorno successivo in cui si dovrà alzare presto a lavorare e pertanto svolge il ruolo di astemio. E' sorprendentemente Teo però a ripulire la padella (in seguito non la si dovrà neppure lavare); Ale si scusa per l'accaduto, asserendo di essere a dieta dopo il terzo piatto di pasta.
Sull'onda dell'ebbrezza Muro propone una variante di "Indovina chi", noto gioco da tavolo: egli stesso darà alcune informazioni di una persona e i concorrenti dovranno indovinare di chi si tratta. Eccone un paio di esempi:
"22 anni, 175 cm, 75 kg, gira con il dece"
"22 anni, 175 cm, 80 kg, è stato più volte insabbiato"
A intervalli regolari di circa 15 secondi si propone poi un nuovo brindisi. Tralasciando quelli dedicati al cuoco e alla bernarda, Muro propone di dedicarne uno al compianto Vins, il grande assente della serata. Avendo quest'ultimo dichiarato di essere in televisione la sera stessa e avendo escluso che facesse il concorrente dell'Eredità, lo si cerca sui canali sportivi senza risultato. Sono attimi di esaltazione quando su Sportitalia inizia una partita di pallavolo, ma è maschile e sappiamo bene che Vins è specializzato ad arbitrare solo ed esclusivamente donne (sebbene, se ci si pensa, il ragazzo segnali i falli); Magi sostiene di aver visto l'amico in campo, ma ad una più attenta occhiata il giocatore si rivela essere lo schiacciatore brasiliano Giba: i due da lontano sembrano fratelli gemelli. Muro apostrofa poi Vins di tradimento, non gradendo la sua decisione di passare la serata venendo pagato, viziato e coccolato tra una ventina di giovani atlete poco vestite anzichè presenziare alla sagra della salsiccia (sebbene di qualità).
Si apre infine una disputa sui capelli. Teo è molto sensibilizzato al problema, dato che continuano a strappargliene; Ale non ne fa un problema, nonostante nessuno si ricordi di averlo mai visto spettinato; il discorso è diverso per Muro, che afferma senza mezzi termini che l'uomo (o donna cessa) che gli tocca i capelli è un uomo morto. Il ragazzo riferisce addirittura di aver provato istinti omicidi verso un suo caro amico e allenatore, Franco, in quanto costui gli aveva toccato un ciuffo ribelle per rimetterlo in ordine; non soddisfando i requisiti richiesti per toccare la capigliatura di Muro (essere gnocca e/o avere almeno la quarta di reggiseno e/o essere la ragazza di Ale), la situazione stava per degenerare. Coloro che non soddisfando i requisiti hanno toccato i capelli al ragazzo e ne sono usciti vivi si contano sulle dita di una mano.
Verso mezzanotte i ragazzi si dividono. A presto.
sabato 29 dicembre 2012
BAMS
Tra gli avvenimenti che ciascuno dei componenti della Compagnia delle Bustecche (che, contrariamente a quanto potrebbe suggerire il nome, non commercia saponi) ricorda degli ultimi tempi, sicuramente c'è qualcosa che si ripete in maniera ciclica. Dato che le Serate sono state di fatto sovrapponibili in modi e tempi l'una all'altra, il Cronista propone di classificarle con un acronimo che tiene conto dei fatti salienti e anche dell'ordine cronologico, anche se magari non sempre rispettato.
La proposta è per l'appunto di denominarle "Serate B.A.M.S.", alle iniziali dell'originale sequenza di eventi Biffi - Alcol - Muro Sbronzo. Si noti anche come la M possa benissimo adattarsi a "Matteo" e la S ad altri significati, che tuttavia il Cronista non riserva di esplorare ai prossimi paragrafi. Si lascia all'immaginazione.
La notte di Natale
I Ragazzi del Quartiere Brutto decidono di passarla al Biffi, un bar che, come è vizio comune, vende alcolici. E' qui che infatti i nostri si recano per celebrare il Santo Natale, idea condivisa anche da molti altri devoti pellegrini a giudicare dalla folla che sbarra l'ingresso; la magia si respira nell'aria frizzante e fresca dell'inverno, c'è trepidazione e allegria e la gioia si diffonde come il virus dell'influenza nel periodo invernale. Ad un tratto echeggia una voce; il tono è familiare, l'individuo da cui proviene anche, l'idioma è invece sconosciuto: "Tumorra lez go correre ten chilometri". Che sia galiziano? Basta un veloce giro su Google Traduttore per escludere questa ipotesi: la traduzione non ha alcun significato nemmeno in quella lingua ("Tumorra lez go intervento è chilometri") e neppure in giapponese o swahili. Con orrore il Cronista osserva una dolce ragazza con gli occhi tendenzialmente sbarrati a fianco di Dan (sì, l'olandese volante, che è volato a San Francisco per capodanno, li mortacci sua) rispondere con un "What?". E' da quella risposta che si evince la lingua della conversazione, cioè lo spagnolo. Steph è il nome della ragazza e Prosecco quello del suo interlocutore, che parla attraverso la bocca e le sembianze di Muro (sbronzo). Steph è la tredicesima persona che quella sera il ragazzo invita ad andare a correre con lui la mattina dopo al lago, luogo dove notoriamente verso la fine di dicembre vige un clima mite ideale per lo jogging. Il povero Dan si trova tra due fuochi e, tentando di mantenere l'incolumità della sua cara amica d'infanzia, la conduce verso casa all'1 adducendo delle scuse vergognose (c'è chi giura di averlo sentito dire che "Steph's waters broke" ovvero "le si sono rotte le acque"). Nel mentre Matteo si intrattiene con l'altro Matteo (C.) e la Susy, che però devono presto scappare perché alle 6 del mattino dopo sono attesi da una lunga siepe da potare. Vinci è assente: una grossa occasione persa per poter degustare le sue ottime doti in inglese (pochi sanno che infatti è stato escluso dal corso perchè "troppo bravo" e, pensate, non è nemmeno una menzogna) con cui avrebbe intortato la ragazza meglio di Cracco. Ale sembra osservare un punto fisso tra la folla: immaginandolo in crisi mistica da Campari e bianco, Magi lo scuote ma non riceve risposta. Il ragazzo è infatti inquieto a causa della presenza a pochi metri di distanza della sua ragazza Marta avvicinata da due loschi figuri; temendo che in un impeto di collera Ale estragga le lame, Magi lo calma rassicurandolo: il fatto che uno dei due le abbia palpato il culo è un comune gesto di apprezzamento, diffusissimo tra amici. Solamente il fatto che Ale sia disarmato salva Magi da un accoltellamento sicuro. La stessa ragazza riuscirà poi a rabbonire la sua dolce metà e i due svaniranno nel nulla in poco tempo per la consegna dei bigliettini di Natale con un entusiasmo a dir poco ingiustificato. Sarà Ale ad accompagnare a casa i Vincenti della serata (Matteo, Muro, Magi e la giovane Vale) con la sua fuoriserie da 7 posti in un viaggio non privo di emozioni. Dapprima i tre ometti sono costretti sui sedili posteriori, con tanto di grida di scherno da parte delle ragazze su quelli anteriori: "Abbiamo bisogno di spazio per allungare le gambe" diranno, manco fossero dei fenicotteri. I nostri si ritroveranno dunque nel ruolo della carne bovina all'interno della scatola di Manzotin; il lato positivo è che per il tipico effetto bue e asinello i ragazzi non soffriranno il freddo, alitandosi astutamente l'uno nel colletto dell'altro a turno. Seguono attimi convulsi: Ale terrorizza la folla affermando di non saper riconoscere il cambio dal freno a mano e, ridendo per sdrammatizzare la battuta, parte in folle. Chi non sembra toccato da questi eventi è proprio Muro che, provato dalla serata, ci parla dal solito universo parallelo per mezzo di grugniti e di eco. Esempio di tipica conversazione:
Teo: "Muro, come stai?"
Muro: "eeeeeee"
T: "Ti senti bene?"
M: "aahhhh"
[N.B. Varii sono stati gli altri eventi nella serata: il ragazzo ha quasi sedotto un'ultrasessantenne col romanticismo urlandole "Heyyy, chebbel culo" e una ragazza di origini orientale ponendole un enigma ("Sherlock Holmes indovina questo indovinello: cosa c'è nel mio pisello?". Ma questa è un'altra storia]
Incredibilmente i nostri giungono a casa interi; incredibilmente Muro non ha dimenticato le chiavi di casa e, cosa ancora più incredibile, non ha un sacchetto appeso alle orecchie.
Così ha fine la Notte di Natale.
Spero di riuscire presto a narrare la scorsa serata.
Iors,
La proposta è per l'appunto di denominarle "Serate B.A.M.S.", alle iniziali dell'originale sequenza di eventi Biffi - Alcol - Muro Sbronzo. Si noti anche come la M possa benissimo adattarsi a "Matteo" e la S ad altri significati, che tuttavia il Cronista non riserva di esplorare ai prossimi paragrafi. Si lascia all'immaginazione.
La notte di Natale
I Ragazzi del Quartiere Brutto decidono di passarla al Biffi, un bar che, come è vizio comune, vende alcolici. E' qui che infatti i nostri si recano per celebrare il Santo Natale, idea condivisa anche da molti altri devoti pellegrini a giudicare dalla folla che sbarra l'ingresso; la magia si respira nell'aria frizzante e fresca dell'inverno, c'è trepidazione e allegria e la gioia si diffonde come il virus dell'influenza nel periodo invernale. Ad un tratto echeggia una voce; il tono è familiare, l'individuo da cui proviene anche, l'idioma è invece sconosciuto: "Tumorra lez go correre ten chilometri". Che sia galiziano? Basta un veloce giro su Google Traduttore per escludere questa ipotesi: la traduzione non ha alcun significato nemmeno in quella lingua ("Tumorra lez go intervento è chilometri") e neppure in giapponese o swahili. Con orrore il Cronista osserva una dolce ragazza con gli occhi tendenzialmente sbarrati a fianco di Dan (sì, l'olandese volante, che è volato a San Francisco per capodanno, li mortacci sua) rispondere con un "What?". E' da quella risposta che si evince la lingua della conversazione, cioè lo spagnolo. Steph è il nome della ragazza e Prosecco quello del suo interlocutore, che parla attraverso la bocca e le sembianze di Muro (sbronzo). Steph è la tredicesima persona che quella sera il ragazzo invita ad andare a correre con lui la mattina dopo al lago, luogo dove notoriamente verso la fine di dicembre vige un clima mite ideale per lo jogging. Il povero Dan si trova tra due fuochi e, tentando di mantenere l'incolumità della sua cara amica d'infanzia, la conduce verso casa all'1 adducendo delle scuse vergognose (c'è chi giura di averlo sentito dire che "Steph's waters broke" ovvero "le si sono rotte le acque"). Nel mentre Matteo si intrattiene con l'altro Matteo (C.) e la Susy, che però devono presto scappare perché alle 6 del mattino dopo sono attesi da una lunga siepe da potare. Vinci è assente: una grossa occasione persa per poter degustare le sue ottime doti in inglese (pochi sanno che infatti è stato escluso dal corso perchè "troppo bravo" e, pensate, non è nemmeno una menzogna) con cui avrebbe intortato la ragazza meglio di Cracco. Ale sembra osservare un punto fisso tra la folla: immaginandolo in crisi mistica da Campari e bianco, Magi lo scuote ma non riceve risposta. Il ragazzo è infatti inquieto a causa della presenza a pochi metri di distanza della sua ragazza Marta avvicinata da due loschi figuri; temendo che in un impeto di collera Ale estragga le lame, Magi lo calma rassicurandolo: il fatto che uno dei due le abbia palpato il culo è un comune gesto di apprezzamento, diffusissimo tra amici. Solamente il fatto che Ale sia disarmato salva Magi da un accoltellamento sicuro. La stessa ragazza riuscirà poi a rabbonire la sua dolce metà e i due svaniranno nel nulla in poco tempo per la consegna dei bigliettini di Natale con un entusiasmo a dir poco ingiustificato. Sarà Ale ad accompagnare a casa i Vincenti della serata (Matteo, Muro, Magi e la giovane Vale) con la sua fuoriserie da 7 posti in un viaggio non privo di emozioni. Dapprima i tre ometti sono costretti sui sedili posteriori, con tanto di grida di scherno da parte delle ragazze su quelli anteriori: "Abbiamo bisogno di spazio per allungare le gambe" diranno, manco fossero dei fenicotteri. I nostri si ritroveranno dunque nel ruolo della carne bovina all'interno della scatola di Manzotin; il lato positivo è che per il tipico effetto bue e asinello i ragazzi non soffriranno il freddo, alitandosi astutamente l'uno nel colletto dell'altro a turno. Seguono attimi convulsi: Ale terrorizza la folla affermando di non saper riconoscere il cambio dal freno a mano e, ridendo per sdrammatizzare la battuta, parte in folle. Chi non sembra toccato da questi eventi è proprio Muro che, provato dalla serata, ci parla dal solito universo parallelo per mezzo di grugniti e di eco. Esempio di tipica conversazione:
Teo: "Muro, come stai?"
Muro: "eeeeeee"
T: "Ti senti bene?"
M: "aahhhh"
[N.B. Varii sono stati gli altri eventi nella serata: il ragazzo ha quasi sedotto un'ultrasessantenne col romanticismo urlandole "Heyyy, chebbel culo" e una ragazza di origini orientale ponendole un enigma ("Sherlock Holmes indovina questo indovinello: cosa c'è nel mio pisello?". Ma questa è un'altra storia]
Incredibilmente i nostri giungono a casa interi; incredibilmente Muro non ha dimenticato le chiavi di casa e, cosa ancora più incredibile, non ha un sacchetto appeso alle orecchie.
Così ha fine la Notte di Natale.
Spero di riuscire presto a narrare la scorsa serata.
Iors,
martedì 27 novembre 2012
"La notte è giovane"
21.20, zona Bustecche.
Un gruppo eterogeneo di individui si dispone a cerchio sotto le disposizioni attente del Ragazzo Protagonista: "Guardate il cielo, osservate le stelle" comincia, indicando con la mano l'ampia volta celeste. "Teo, va' che è nuvolo" commenta Ale dondolandosi sulla stampella, ma il Ragazzo sembra non udirlo: "E guardate lì la Luna, e poi noi, che non siamo nemmeno uno sputo su questo sasso vagante per l'universo, ma che ci apprestiamo ad intraprendere una grande serata. Fatelo per voi, fatelo per la topa, divertiamoci! La notte è giovane come noi*". Gli altri quattro si guardano a bocca aperta, commossi. E' Muro a rompere il silenzio, con un "Allora andiamo? Mi stavo già rompendo i cojoni, poi facciamo tardi da Diè".
21.35, Mount Grappa Square.
La serata inizia a scaldarsi e i nostri ad assaggiare qualche cocktail. E' qui che Da si congiunge (non in senso fisico) con la sua ragazza e relative amiche. Ale parla e zompetta. Magi ascolta. Teo ride e beve. Muro chiede per che ora si va al Biffi.
21.50, Biffi
Come da tradizione, ciascuno onora il banco e i baristi ordinando qualcosa da bere: Magi e Muro prendono una birra, Ale un Campari shakerato. Incauta è la scelta di Teo, che chiede un cocktail a sorpresa: gli viene somministrato un bicchiere mezzo pieno di una broda marrone, schiumosa, dal caratteristico aroma di cipolla di Tropea, che il Ragazzo ingolla in pochi sorsi affermando che fosse la cosa più buona che avesse mai bevuto. E' l'inizio della fine. Entro pochi minuti viene allestita una gara con Ale a chi avesse bevuto più in fretta un bicchiere di grappa allungata col verderame (vinta dal Ragazzo) e le conseguenze sono catastrofiche. Mentre la reazione di Ale è un calo vistoso della palpebra, la parlata talvolta sconnessa e la tendenza a somministrare bastonate con la stampella (nota anche come "sindrome del dottor Casa"), Teo non molla e rimane al banco. Quando il sottoscritto lo raggiunge, il Ragazzo sta ballando bendato sul confine tra questo mondo e l'aldilà: si alternano infatti fasi di giubilo festoso a improvvisi svenimenti al risveglio dei quali il bicchiere si è magicamente riempito da solo di un liquido trasparente terribilmente simile al Vetril che il Barista sta utilizzando per pulire il bancone. Da ultimo vengono aggiunti un cioccolatino (se avete presente, uno di quelli che si spremono per fare l'olio) e una generosa spolverata di pepe per insaporire il tutto. Dal nulla salta fuori una folla inneggiante la fatidica parola "giù" (5x) e la frittata è fatta: il diabolico intruglio stimola la peristalsi del Ragazzo per la prima (ma non ultima) volta nella serata. I ragazzi si recano quindi in vicinanza dei tavolini e vengono raggiunti con tempismo provvidenziale da Vins: è grazie al suo cellulare da benestante che sarà possibile immortalare i momenti migliori della serata. Teo si accorge che qualunque cosa sul nostro pianeta merita dell'amore e così abbraccia amici, conoscenti, passanti, colonne e, in risposta a qualcuno che sosteneva fosse troppo pieno per camminare ben dritto, inizia a marciare come un soldato dirigendosi verso la tappa finale della serata.
22.45, Ninety-Nine
Da conduce il gruppo nella Galleria del Buonumore dietro al Ninety-Nine, nota per le sue fragranze. "Sniffare dal tubo di scappamento di un Hummer al confronto è aria di montagna" commenta serafico Vins, tentando di scuotersi dagli effetti dell'aerosol forzato. Qui Ale può finalmente abbracciare la sua ragazza, mentre gli altri conoscono (non in senso biblico) le sue amiche. Da scompare e riappare per cause per lo più sconosciute: i ben informati però sostengono che si sia dedicato ad un'approfondita analisi di un agrume per cui la sua terra d'origine è famosa, e non sto parlando dell'arancia. Teo esaurisce le scorte di ATP e decide di concedersi una pausa di riflessione davanti alla vetrina di un negozio di scarpe (tra l'altro che prezzi, minchia!). E' qui che il Ragazzo mostra dei segnali di difficile interpretazione. Dapprima risponde alla domanda "Stai bene?" con un grugnito e alzando il pollice: vorrà dire "sì" (mentendo) oppure "vorrei un altro drink"? Quando poi il robusto Muro tenta di drizzarlo nella posizione che più si confà ai bipedi, la risposta è "due minuti" (detto alle ore 23.10 per la prima volta). E poi accade il miracolo: Teo, oramai caduto nell'oblio del pepe e delle erbe aromatiche, viene posseduto dal fantasma di Giotto e traccia a pennellate decise un cerchio sul pavimento; è poi il turno di Michelangelo, che però non è ispirato e si accontenta di uno schizzo. Alle ore 2 il Ragazzo è nella stessa posizione di partenza, traslato mezzo metro a lato. Nel frattempo Ale ha scoperto che la sua ragazza ha dormito a casa di uno sconosciuto a sua insaputa, Muro ha tentato di alzare Teo almeno 3 volte e Vins è stato ripetutamente scambiato per un pusher. Alla classica "C'hai robba?" il pluripregiudicato V., con notevole faccia di tolla, risponde "Che robba?". Come se non sapessimo che è la tipica tattica del tira e molla per alzare il prezzo. I due polli che si azzardano a chiedere informazioni sulle tariffe al nostro Vins evitano però di farsi spennare, forse avendo riconosciuto il volto del ragazzo da qualche foto segnaletica. Ecco l'opinione (vera) di un passante di cui ho raccolto la testimonianza: "Guardalo: è un bravo ragazzo, incensurato, tranquillo, giacca nera, mani in tasca, faccia pulita... Il pusher perfetto".
2.00, Viaggio e Ale's
Senza dubbio un viaggio tranquillo quello che conduce Teo e gli altri a casa di Ale. Avendo estratto la pagliuzza più corta guida Magi, che decide di motivare il Ragazzo con una compilation di musica house-dance intitolata "Destinazione Meridione"; Teo sembra apprezzare, tanto che con la voce segue il ritmo e canta con il vocalist. Peccato per la voce un po' attutita dal Sacchetto Salvifico in cui è immerso il suo volto e dal fatto che Muro dovesse trattenere il suo fragile corpo ad ogni curva per evitare che finisse fuori dal finestrino nella gelida notte autunnale. Giunti da Ale, il bagno è subito prenotato dal Protagonista per un improvviso attacco di dissenteria. Lunghi saranno i minuti passati a interrogare l'acqua del water su chi è il più bello del reame, senza però visibili risultati: una volta finito nel letto, Teo non è tendenzialmente nemmeno nella top ten dei più belli del reame. Nel mentre la serata giunge lentamente al termine: da segnalare le solite, oscene televendite che siamo costretti a sorbirci per la boria di Vins. Egli infatti, ben sapendo di avere un cuoio capelluto ben assicurato sino alla vecchiaia, irride Magi e il padrone di casa proponendo l'acquisto di un prodotto pubblicizzato su Antenna3 noto come "Ricapil: risultati garantiti". Ale è un ottimo oste e serve vino, pane, Nutella e svariati altri cibi che saranno generosamente spazzolati da Teo il mattino seguente con tanto di foto probante. Muro tenta di emulare l'amico ingerendo notevoli quantità di vino ma fallisce miseramente, provato dalla serata precedente in compagnia del cugino veneto astemio.
Epilogo
Tutti tornano a casa (chi prima, chi dopo) felici e contenti. I nostri hanno scientificamente provato che il detto "ciò che non uccide, fortifica" non vale per il pepe nel Negroni. Il Discorso del Ragazzo è stato parafrasato dal sottoscritto al fine di rendere più poetico et aulico il momento (con ben scarsi risultati) ma, soprattutto, perché non mi ricordavo le parole esatte.
Un gruppo eterogeneo di individui si dispone a cerchio sotto le disposizioni attente del Ragazzo Protagonista: "Guardate il cielo, osservate le stelle" comincia, indicando con la mano l'ampia volta celeste. "Teo, va' che è nuvolo" commenta Ale dondolandosi sulla stampella, ma il Ragazzo sembra non udirlo: "E guardate lì la Luna, e poi noi, che non siamo nemmeno uno sputo su questo sasso vagante per l'universo, ma che ci apprestiamo ad intraprendere una grande serata. Fatelo per voi, fatelo per la topa, divertiamoci! La notte è giovane come noi*". Gli altri quattro si guardano a bocca aperta, commossi. E' Muro a rompere il silenzio, con un "Allora andiamo? Mi stavo già rompendo i cojoni, poi facciamo tardi da Diè".
21.35, Mount Grappa Square.
La serata inizia a scaldarsi e i nostri ad assaggiare qualche cocktail. E' qui che Da si congiunge (non in senso fisico) con la sua ragazza e relative amiche. Ale parla e zompetta. Magi ascolta. Teo ride e beve. Muro chiede per che ora si va al Biffi.
21.50, Biffi
Come da tradizione, ciascuno onora il banco e i baristi ordinando qualcosa da bere: Magi e Muro prendono una birra, Ale un Campari shakerato. Incauta è la scelta di Teo, che chiede un cocktail a sorpresa: gli viene somministrato un bicchiere mezzo pieno di una broda marrone, schiumosa, dal caratteristico aroma di cipolla di Tropea, che il Ragazzo ingolla in pochi sorsi affermando che fosse la cosa più buona che avesse mai bevuto. E' l'inizio della fine. Entro pochi minuti viene allestita una gara con Ale a chi avesse bevuto più in fretta un bicchiere di grappa allungata col verderame (vinta dal Ragazzo) e le conseguenze sono catastrofiche. Mentre la reazione di Ale è un calo vistoso della palpebra, la parlata talvolta sconnessa e la tendenza a somministrare bastonate con la stampella (nota anche come "sindrome del dottor Casa"), Teo non molla e rimane al banco. Quando il sottoscritto lo raggiunge, il Ragazzo sta ballando bendato sul confine tra questo mondo e l'aldilà: si alternano infatti fasi di giubilo festoso a improvvisi svenimenti al risveglio dei quali il bicchiere si è magicamente riempito da solo di un liquido trasparente terribilmente simile al Vetril che il Barista sta utilizzando per pulire il bancone. Da ultimo vengono aggiunti un cioccolatino (se avete presente, uno di quelli che si spremono per fare l'olio) e una generosa spolverata di pepe per insaporire il tutto. Dal nulla salta fuori una folla inneggiante la fatidica parola "giù" (5x) e la frittata è fatta: il diabolico intruglio stimola la peristalsi del Ragazzo per la prima (ma non ultima) volta nella serata. I ragazzi si recano quindi in vicinanza dei tavolini e vengono raggiunti con tempismo provvidenziale da Vins: è grazie al suo cellulare da benestante che sarà possibile immortalare i momenti migliori della serata. Teo si accorge che qualunque cosa sul nostro pianeta merita dell'amore e così abbraccia amici, conoscenti, passanti, colonne e, in risposta a qualcuno che sosteneva fosse troppo pieno per camminare ben dritto, inizia a marciare come un soldato dirigendosi verso la tappa finale della serata.
22.45, Ninety-Nine
Da conduce il gruppo nella Galleria del Buonumore dietro al Ninety-Nine, nota per le sue fragranze. "Sniffare dal tubo di scappamento di un Hummer al confronto è aria di montagna" commenta serafico Vins, tentando di scuotersi dagli effetti dell'aerosol forzato. Qui Ale può finalmente abbracciare la sua ragazza, mentre gli altri conoscono (non in senso biblico) le sue amiche. Da scompare e riappare per cause per lo più sconosciute: i ben informati però sostengono che si sia dedicato ad un'approfondita analisi di un agrume per cui la sua terra d'origine è famosa, e non sto parlando dell'arancia. Teo esaurisce le scorte di ATP e decide di concedersi una pausa di riflessione davanti alla vetrina di un negozio di scarpe (tra l'altro che prezzi, minchia!). E' qui che il Ragazzo mostra dei segnali di difficile interpretazione. Dapprima risponde alla domanda "Stai bene?" con un grugnito e alzando il pollice: vorrà dire "sì" (mentendo) oppure "vorrei un altro drink"? Quando poi il robusto Muro tenta di drizzarlo nella posizione che più si confà ai bipedi, la risposta è "due minuti" (detto alle ore 23.10 per la prima volta). E poi accade il miracolo: Teo, oramai caduto nell'oblio del pepe e delle erbe aromatiche, viene posseduto dal fantasma di Giotto e traccia a pennellate decise un cerchio sul pavimento; è poi il turno di Michelangelo, che però non è ispirato e si accontenta di uno schizzo. Alle ore 2 il Ragazzo è nella stessa posizione di partenza, traslato mezzo metro a lato. Nel frattempo Ale ha scoperto che la sua ragazza ha dormito a casa di uno sconosciuto a sua insaputa, Muro ha tentato di alzare Teo almeno 3 volte e Vins è stato ripetutamente scambiato per un pusher. Alla classica "C'hai robba?" il pluripregiudicato V., con notevole faccia di tolla, risponde "Che robba?". Come se non sapessimo che è la tipica tattica del tira e molla per alzare il prezzo. I due polli che si azzardano a chiedere informazioni sulle tariffe al nostro Vins evitano però di farsi spennare, forse avendo riconosciuto il volto del ragazzo da qualche foto segnaletica. Ecco l'opinione (vera) di un passante di cui ho raccolto la testimonianza: "Guardalo: è un bravo ragazzo, incensurato, tranquillo, giacca nera, mani in tasca, faccia pulita... Il pusher perfetto".
2.00, Viaggio e Ale's
Senza dubbio un viaggio tranquillo quello che conduce Teo e gli altri a casa di Ale. Avendo estratto la pagliuzza più corta guida Magi, che decide di motivare il Ragazzo con una compilation di musica house-dance intitolata "Destinazione Meridione"; Teo sembra apprezzare, tanto che con la voce segue il ritmo e canta con il vocalist. Peccato per la voce un po' attutita dal Sacchetto Salvifico in cui è immerso il suo volto e dal fatto che Muro dovesse trattenere il suo fragile corpo ad ogni curva per evitare che finisse fuori dal finestrino nella gelida notte autunnale. Giunti da Ale, il bagno è subito prenotato dal Protagonista per un improvviso attacco di dissenteria. Lunghi saranno i minuti passati a interrogare l'acqua del water su chi è il più bello del reame, senza però visibili risultati: una volta finito nel letto, Teo non è tendenzialmente nemmeno nella top ten dei più belli del reame. Nel mentre la serata giunge lentamente al termine: da segnalare le solite, oscene televendite che siamo costretti a sorbirci per la boria di Vins. Egli infatti, ben sapendo di avere un cuoio capelluto ben assicurato sino alla vecchiaia, irride Magi e il padrone di casa proponendo l'acquisto di un prodotto pubblicizzato su Antenna3 noto come "Ricapil: risultati garantiti". Ale è un ottimo oste e serve vino, pane, Nutella e svariati altri cibi che saranno generosamente spazzolati da Teo il mattino seguente con tanto di foto probante. Muro tenta di emulare l'amico ingerendo notevoli quantità di vino ma fallisce miseramente, provato dalla serata precedente in compagnia del cugino veneto astemio.
Epilogo
Tutti tornano a casa (chi prima, chi dopo) felici e contenti. I nostri hanno scientificamente provato che il detto "ciò che non uccide, fortifica" non vale per il pepe nel Negroni. Il Discorso del Ragazzo è stato parafrasato dal sottoscritto al fine di rendere più poetico et aulico il momento (con ben scarsi risultati) ma, soprattutto, perché non mi ricordavo le parole esatte.
martedì 25 settembre 2012
Gli artigli del gelo
La nostra storia ha inizio in una fredda serata autunnale. E' un venerdì sera come tanti altri, ma ancora per poco. Vinci e Muro si presentano da Magi con un largo sorriso sulle labbra: si prospetta un assaggio del rum proveniente dalla riserva di Fidel Castro e di un bianco ghiacciato che il buon Muro ha trafugato in Borgogna. Mentre Vins appare tranquillo, intabarrato nel suo felpone verde, l'ex baby fenomeno del calcio varesino è addirittura spavaldo: solo una leggera camicia da cowboy separa la sua nivea cute dal pungente freddo busteccaro (si registrano temperature vicine ai -12 Kelvin) e ciò gli conferisce vanto. Ripetutamente poi si diletta in frecciatine quali "ma non avete caldo?" o "puoi accendere il ventilatore che sto sudando?" e per questo sarà ricordato in seguito.
Dopo circa un quarto d'ora suonano alla porta Ale e Da recando con essi Lemon Soda, Nettare e coccodrilli gommosi.
Si giunge al momento della Degustazione e 3 sono le portate salienti: il Cuba Libre, il Vino Bianco e il Nettare con un paio di gocce di Lemon Soda.
- il Cuba Libre viene apprezzato da tutti, tanto che nell'arco della la serata ne saranno consumati circa 3 bicchieri. Il Vins, intervistato su tale argomento, dichiara: "è veramente buono, in italia non se ne trovano di così gustosi. Già che sei li, potresti versarmi un bicchiere di vino?";
- il Vino Bianco viene in gran parte spazzolato da Muro, ma tutti ne assaggiano un po'. Le opinioni sono discordanti: c'è chi sostiene che in realtà sia spumante, chi pensa che sia vino rosso, chi dichiara che si tratta di una bottiglia di aceto di mele a cui hanno strappato l'etichetta. Tali asserzioni vanno prese con le pinze: a questo punto della serata la gran parte dei presenti aveva già perso il senso del gusto;
- il Net Soda richiede tempo per essere preparato in maniera corretta: inizialmente le proporzioni tra Nettare e Lemon Soda sono audaci, tanto che Da ingollandone un paio di sorsi in fila rischia l'autocombustione. Il buon Vins nel degustarlo ricorda un episodio che gli era capitato da bambino: non visto dai genitori, si era recato al vicino distributore della Esso e aveva ingurgitato 7 litri di gasolio (il ragazzo sostiene tutt'oggi che sia stato quel toccasana a donargli capelli così forti e numerosi). L'aroma del Net Soda lo riporta a quei giorni, con la differenza che il Net ha una più alta gradazione alcolica.
Completate le pratiche gastronomiche, i nostri decidono di dirigersi in centro. Già a questo punto si palesano segni sfavorevoli: Da monta il casco al contrario, Ale tenta di accendere una pianta pensando che si tratti del suo motorino.
E' tempo di fare un salto temporale di 3 ore in avanti.
Il Net Gasolio e Da sono esauriti da un pezzo, ma quest'ultimo è circondato da pulzelle; lo stesso dicasi per Ale. Vins e Magi conversano con gentili sconosciute. Ad un tratto si presenta ad essi uno spettro con le sembianze di Muro: estasiati e al tempo stesso addolorati, i ragazzi lo interrogano su cosa si trovi al di là della vita ma il fantasma sembra rispondere solamente con grugniti e cenni del capo e in tal modo è complesso illustrare concetti che vanno ben al di là delle parole. Lo Spettro si adagia quindi sulle panchine di Piazza Monte Grappa e, colto dall'estasi, oscilla tra il regno dei vivi e il Valhalla per lunghe decine di minuti (l'unico in grado di raggiungerlo in quella dimensione parallela sembra Da, accasciato a pochi metri) fino a quando Vins, per l'ennesima volta buon samaritano, si offre di condurlo a casa. Ben complesso sarebbe stato non far oscillare Muro sul motorino di Ale, di questo si può essere convinti.
Accompagnati dalla sorella dello stesso Ale e da una sua amica, si avvicina la parte più insidiosa della serata: introdurre Muro nella sua dimora di soppiatto e senza svegliare nessuno. Tuttavia l'impresa non vede nemmeno il suo inizio: lo Spettro si è difatti dimenticato le chiavi di casa. Ciò che sfugge dalle sue labbra è solo un'imprecazione talmente ovvia che non bisogna nemmeno comprare una vocale. La vicenda si conclude quindi con la consegna del ragazzo, piegato in due, ai suoi congiunti; a nulla varrà la tesi della difesa ("ha solo preso un po' di freddo", forse un pelo scontata) davanti all'accusa incalzante. Pertanto da ora in poi eviteremo di far degustare Nettare al giovane in modo da favorire il transito di materiale nella parte iniziale del suo tubo gastroenterico solo nella giusta direzione.
Si spera di replicare al più presto per eventuali controprove.
Saluti.
martedì 25 ottobre 2011
Stop al digiuno
Data: 21 ottobre 2011
Luogo: la magione di Canto.
Sono queste le coordinate dell'ultimo, tumultuoso ritrovo dei ragazzi di quartiere. Quelli che ridono, scherzano, ruttano, cuociono sulla piastra. Quelli a cui piace la... birra.
E' proprio per questo motivo che i nostri si ritrovano da Canto: per assemblare i numerosi ingredienti dell'ambrato liquido, per la gioia di grandi e piccini.
Quando il cronista giunge sul posto, la situazione si è già evoluta in modo positivo: i 50 litri di quella che - forse - un giorno diverrà una bevanda sono in dei grossi contenitori che si stanno raffreddando nella gelida brezza autunnale. I ragazzi, specie Teo, sono euforici: è quest'ultimo che prende le parola e arringa la folla con parole di fuoco, invitando i commensali a riempire i propri calici del giallognolo liquido contenuto in una bottiglia da lui portata.
"E' un vino della mia riserva buona, ho pestato personalmente quest'uva coi miei piedi ignudi dopo una lunga ed estenuante camminata l'altro ieri" afferma con tono commosso, appena prima di inghiottire con rapide sorsate il nettare divino. Gli amici lo imitano, giojosi, e capiscono dopo pochi istanti che la miscela non è affatto vino, e se lo è fa davvero schifo. Il mistero è rivelato dal buon Canto che, osservando un particolare della bottiglia (ai più noto con la denominazione "etichetta") comprende che si tratta di sidro di miele. La discussione che ne segue è piuttosto caotica: mentre Paolo convince Ale che il sidro di miele si debba più propriamente definire "idromiele", Canto si lascia andare in un copioso filotto di insulti verso Teo che si difende asserendo di aver letto "BRUT" e che a suo avviso ciò che è brut è vino. Nessuno riesce a confutare questa ipotesi (nemmeno Diego, esperto enologo, interpellato il giorno seguente) sebbene sull'etichetta ci siano stampate contemporaneamente le parole "BRUT" e "CIDRE". Errore di stampa.
Nel mentre si profila il Banchetto: Paolo piazza sulla piastra del pane per abbrustolirlo, Ale ci fa sciogliere sopra il fontal (ricordiamo che i nostri ragazzi sono di umili origini e non si possono permettere di scialacquare il poco danaro in vera e propria fontina della Bianchina) e Canto aggiunge delle fette di pancetta particolari in quanto composte per il 12,3% di pancetta e per il restante 87,7% di strutto puro. Ispirato da tali delizie lo stesso Canto addenta un crostino ma viene fermato dall'integerrimo Ale, che lo invita a riporre il maltolto nel vassoio "perché bisogna aspettare che tutte le tartine siano pronte". In un momento di distrazione il cronista, spalleggiato da Paolo e Vins, mischia i crostini nel vassoio e parte così la lotteria delle Bustecche: chi inghiottirà la tartina leccata da Canto, che tra l'altro si è appena ripreso dalla tubercolosi? Dopo numerosi momenti di suspance in cui l'ignaro mangiatore arriva a sfiorare con le dita il crostino maledetto dalla TBC, ecco il vincitore: è Ale, che poco prima di aggiudicarsi l'ambìto premio aveva esclamato "ma questa non è la tartina che ha mangiato prima Canto? Vabbè, chissene" suggellando la vittoria con questa memorabile perla; Vinci lo incorona nuovo re mentre rischia di spezzargli un braccio, talmente è scosso dalle convulse risate.
Lo stesso Ale, ebbro di bruschette e sidro brut, fa il suo ingresso nella cantina dove l'embrione della futura birra si sta raffreddando in acqua ghiacciata e piazza un rutto devastante che fa rovinare al suolo Teo, travolto dall'onda d'urto. Il ragazzo non fa in tempo a bearsi delle proprie doti naturali, quando una voce sconosciuta esclama "Salute" da una finestrella: è la mamma di Canto, ignara passante. E' il pandemonio: Ale assume un color marsala diffuso, Teo urla, Canto chiede a Teo la differenza tra solfati e solfiti, Paolo ha gli occhi sbarrati e non riesce a proferire parola, Vinci rischia di cadere nel fermentatore per le risa che di nuovo lo pervadono.
Ed ecco che, verso l'una di notte, Canto e Teo possono chiudere i fermentatori e lasciar riposare la miscela alla giusta temperatura. Non si nasconde una certa emozione tra gli astanti, ma i risultati si vedranno solo tra un paio di mesi.
Ha così fine un'intensa serata nel quartiere più malfamato della Città Giardino.
Luogo: la magione di Canto.
Sono queste le coordinate dell'ultimo, tumultuoso ritrovo dei ragazzi di quartiere. Quelli che ridono, scherzano, ruttano, cuociono sulla piastra. Quelli a cui piace la... birra.
E' proprio per questo motivo che i nostri si ritrovano da Canto: per assemblare i numerosi ingredienti dell'ambrato liquido, per la gioia di grandi e piccini.
Quando il cronista giunge sul posto, la situazione si è già evoluta in modo positivo: i 50 litri di quella che - forse - un giorno diverrà una bevanda sono in dei grossi contenitori che si stanno raffreddando nella gelida brezza autunnale. I ragazzi, specie Teo, sono euforici: è quest'ultimo che prende le parola e arringa la folla con parole di fuoco, invitando i commensali a riempire i propri calici del giallognolo liquido contenuto in una bottiglia da lui portata.
"E' un vino della mia riserva buona, ho pestato personalmente quest'uva coi miei piedi ignudi dopo una lunga ed estenuante camminata l'altro ieri" afferma con tono commosso, appena prima di inghiottire con rapide sorsate il nettare divino. Gli amici lo imitano, giojosi, e capiscono dopo pochi istanti che la miscela non è affatto vino, e se lo è fa davvero schifo. Il mistero è rivelato dal buon Canto che, osservando un particolare della bottiglia (ai più noto con la denominazione "etichetta") comprende che si tratta di sidro di miele. La discussione che ne segue è piuttosto caotica: mentre Paolo convince Ale che il sidro di miele si debba più propriamente definire "idromiele", Canto si lascia andare in un copioso filotto di insulti verso Teo che si difende asserendo di aver letto "BRUT" e che a suo avviso ciò che è brut è vino. Nessuno riesce a confutare questa ipotesi (nemmeno Diego, esperto enologo, interpellato il giorno seguente) sebbene sull'etichetta ci siano stampate contemporaneamente le parole "BRUT" e "CIDRE". Errore di stampa.
Nel mentre si profila il Banchetto: Paolo piazza sulla piastra del pane per abbrustolirlo, Ale ci fa sciogliere sopra il fontal (ricordiamo che i nostri ragazzi sono di umili origini e non si possono permettere di scialacquare il poco danaro in vera e propria fontina della Bianchina) e Canto aggiunge delle fette di pancetta particolari in quanto composte per il 12,3% di pancetta e per il restante 87,7% di strutto puro. Ispirato da tali delizie lo stesso Canto addenta un crostino ma viene fermato dall'integerrimo Ale, che lo invita a riporre il maltolto nel vassoio "perché bisogna aspettare che tutte le tartine siano pronte". In un momento di distrazione il cronista, spalleggiato da Paolo e Vins, mischia i crostini nel vassoio e parte così la lotteria delle Bustecche: chi inghiottirà la tartina leccata da Canto, che tra l'altro si è appena ripreso dalla tubercolosi? Dopo numerosi momenti di suspance in cui l'ignaro mangiatore arriva a sfiorare con le dita il crostino maledetto dalla TBC, ecco il vincitore: è Ale, che poco prima di aggiudicarsi l'ambìto premio aveva esclamato "ma questa non è la tartina che ha mangiato prima Canto? Vabbè, chissene" suggellando la vittoria con questa memorabile perla; Vinci lo incorona nuovo re mentre rischia di spezzargli un braccio, talmente è scosso dalle convulse risate.
Lo stesso Ale, ebbro di bruschette e sidro brut, fa il suo ingresso nella cantina dove l'embrione della futura birra si sta raffreddando in acqua ghiacciata e piazza un rutto devastante che fa rovinare al suolo Teo, travolto dall'onda d'urto. Il ragazzo non fa in tempo a bearsi delle proprie doti naturali, quando una voce sconosciuta esclama "Salute" da una finestrella: è la mamma di Canto, ignara passante. E' il pandemonio: Ale assume un color marsala diffuso, Teo urla, Canto chiede a Teo la differenza tra solfati e solfiti, Paolo ha gli occhi sbarrati e non riesce a proferire parola, Vinci rischia di cadere nel fermentatore per le risa che di nuovo lo pervadono.
Ed ecco che, verso l'una di notte, Canto e Teo possono chiudere i fermentatori e lasciar riposare la miscela alla giusta temperatura. Non si nasconde una certa emozione tra gli astanti, ma i risultati si vedranno solo tra un paio di mesi.
Ha così fine un'intensa serata nel quartiere più malfamato della Città Giardino.
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