sabato 29 dicembre 2012

BAMS

Tra gli avvenimenti che ciascuno dei componenti della Compagnia delle Bustecche (che, contrariamente a quanto potrebbe suggerire il nome, non commercia saponi) ricorda degli ultimi tempi, sicuramente c'è qualcosa che si ripete in maniera ciclica. Dato che le Serate sono state di fatto sovrapponibili in modi e tempi l'una all'altra, il Cronista propone di classificarle con un acronimo che tiene conto dei fatti salienti e anche dell'ordine cronologico, anche se magari non sempre rispettato.
La proposta è per l'appunto di denominarle "Serate B.A.M.S.", alle iniziali dell'originale sequenza di eventi Biffi - Alcol - Muro Sbronzo. Si noti anche come la M possa benissimo adattarsi a "Matteo" e la S ad altri significati, che tuttavia il Cronista non riserva di esplorare ai prossimi paragrafi. Si lascia all'immaginazione.


La notte di Natale

I Ragazzi del Quartiere Brutto decidono di passarla al Biffi, un bar che, come è vizio comune, vende alcolici. E' qui che infatti i nostri si recano per celebrare il Santo Natale, idea condivisa anche da molti altri devoti pellegrini a giudicare dalla folla che sbarra l'ingresso; la magia si respira nell'aria frizzante e fresca dell'inverno, c'è trepidazione e allegria e la gioia si diffonde come il virus dell'influenza nel periodo invernale. Ad un tratto echeggia una voce; il tono è familiare, l'individuo da cui proviene anche, l'idioma è invece sconosciuto: "Tumorra lez go correre ten chilometri". Che sia galiziano? Basta un veloce giro su Google Traduttore per escludere questa ipotesi: la traduzione non ha alcun significato nemmeno in quella lingua ("Tumorra lez go intervento è chilometri") e neppure in giapponese o swahili. Con orrore il Cronista osserva una dolce ragazza con gli occhi tendenzialmente sbarrati a fianco di Dan (sì, l'olandese volante, che è volato a San Francisco per capodanno, li mortacci sua) rispondere con un "What?". E' da quella risposta che si evince la lingua della conversazione, cioè lo spagnolo. Steph è il nome della ragazza e Prosecco quello del suo interlocutore, che parla attraverso la bocca e le sembianze di Muro (sbronzo). Steph è la tredicesima persona che quella sera il ragazzo invita ad andare a correre con lui la mattina dopo al lago, luogo dove notoriamente verso la fine di dicembre vige un clima mite ideale per lo jogging. Il povero Dan si trova tra due fuochi e, tentando di mantenere l'incolumità della sua cara amica d'infanzia, la conduce verso casa all'1 adducendo delle scuse vergognose (c'è chi giura di averlo sentito dire che "Steph's waters broke" ovvero "le si sono rotte le acque"). Nel mentre Matteo si intrattiene con l'altro Matteo (C.) e la Susy, che però devono presto scappare perché alle 6 del mattino dopo sono attesi da una lunga siepe da potare. Vinci è assente: una grossa occasione persa per poter degustare le sue ottime doti in inglese (pochi sanno che infatti è stato escluso dal corso perchè "troppo bravo" e, pensate, non è nemmeno una menzogna) con cui avrebbe intortato la ragazza meglio di Cracco. Ale sembra osservare un punto fisso tra la folla: immaginandolo in crisi mistica da Campari e bianco, Magi lo scuote ma non riceve risposta. Il ragazzo è infatti inquieto a causa della presenza a pochi metri di distanza della sua ragazza Marta avvicinata da due loschi figuri; temendo che in un impeto di collera Ale estragga le lame, Magi lo calma rassicurandolo: il fatto che uno dei due le abbia palpato il culo è un comune gesto di apprezzamento, diffusissimo tra amici. Solamente il fatto che Ale sia disarmato salva Magi da un accoltellamento sicuro. La stessa ragazza riuscirà poi a rabbonire la sua dolce metà e i due svaniranno nel nulla in poco tempo per la consegna dei bigliettini di Natale con un entusiasmo a dir poco ingiustificato. Sarà Ale ad accompagnare a casa i Vincenti della serata (Matteo, Muro, Magi e la giovane Vale) con la sua fuoriserie da 7 posti in un viaggio non privo di emozioni. Dapprima i tre ometti sono costretti sui sedili posteriori, con tanto di grida di scherno da parte delle ragazze su quelli anteriori: "Abbiamo bisogno di spazio per allungare le gambe" diranno, manco fossero dei fenicotteri. I nostri si ritroveranno dunque nel ruolo della carne bovina all'interno della scatola di Manzotin; il lato positivo è che per il tipico effetto bue e asinello i ragazzi non soffriranno il freddo, alitandosi astutamente l'uno nel colletto dell'altro a turno. Seguono attimi convulsi: Ale terrorizza la folla affermando di non saper riconoscere il cambio dal freno a mano e, ridendo per sdrammatizzare la battuta, parte in folle. Chi non sembra toccato da questi eventi è proprio Muro che, provato dalla serata, ci parla dal solito universo parallelo per mezzo di grugniti e di eco. Esempio di tipica conversazione:
Teo: "Muro, come stai?"
Muro: "eeeeeee"
T: "Ti senti bene?"
M: "aahhhh" 
[N.B. Varii sono stati gli altri eventi nella serata: il ragazzo ha quasi sedotto un'ultrasessantenne col romanticismo urlandole "Heyyy, chebbel culo" e una ragazza di origini orientale ponendole un enigma ("Sherlock Holmes indovina questo indovinello: cosa c'è nel mio pisello?". Ma questa è un'altra storia]
Incredibilmente i nostri giungono a casa interi; incredibilmente Muro non ha dimenticato le chiavi di casa e, cosa ancora più incredibile, non ha un sacchetto appeso alle orecchie.
Così ha fine la Notte di Natale.
Spero di riuscire presto a narrare la scorsa serata.
Iors,