Data: 21 ottobre 2011
Luogo: la magione di Canto.
Sono queste le coordinate dell'ultimo, tumultuoso ritrovo dei ragazzi di quartiere. Quelli che ridono, scherzano, ruttano, cuociono sulla piastra. Quelli a cui piace la... birra.
E' proprio per questo motivo che i nostri si ritrovano da Canto: per assemblare i numerosi ingredienti dell'ambrato liquido, per la gioia di grandi e piccini.
Quando il cronista giunge sul posto, la situazione si è già evoluta in modo positivo: i 50 litri di quella che - forse - un giorno diverrà una bevanda sono in dei grossi contenitori che si stanno raffreddando nella gelida brezza autunnale. I ragazzi, specie Teo, sono euforici: è quest'ultimo che prende le parola e arringa la folla con parole di fuoco, invitando i commensali a riempire i propri calici del giallognolo liquido contenuto in una bottiglia da lui portata.
"E' un vino della mia riserva buona, ho pestato personalmente quest'uva coi miei piedi ignudi dopo una lunga ed estenuante camminata l'altro ieri" afferma con tono commosso, appena prima di inghiottire con rapide sorsate il nettare divino. Gli amici lo imitano, giojosi, e capiscono dopo pochi istanti che la miscela non è affatto vino, e se lo è fa davvero schifo. Il mistero è rivelato dal buon Canto che, osservando un particolare della bottiglia (ai più noto con la denominazione "etichetta") comprende che si tratta di sidro di miele. La discussione che ne segue è piuttosto caotica: mentre Paolo convince Ale che il sidro di miele si debba più propriamente definire "idromiele", Canto si lascia andare in un copioso filotto di insulti verso Teo che si difende asserendo di aver letto "BRUT" e che a suo avviso ciò che è brut è vino. Nessuno riesce a confutare questa ipotesi (nemmeno Diego, esperto enologo, interpellato il giorno seguente) sebbene sull'etichetta ci siano stampate contemporaneamente le parole "BRUT" e "CIDRE". Errore di stampa.
Nel mentre si profila il Banchetto: Paolo piazza sulla piastra del pane per abbrustolirlo, Ale ci fa sciogliere sopra il fontal (ricordiamo che i nostri ragazzi sono di umili origini e non si possono permettere di scialacquare il poco danaro in vera e propria fontina della Bianchina) e Canto aggiunge delle fette di pancetta particolari in quanto composte per il 12,3% di pancetta e per il restante 87,7% di strutto puro. Ispirato da tali delizie lo stesso Canto addenta un crostino ma viene fermato dall'integerrimo Ale, che lo invita a riporre il maltolto nel vassoio "perché bisogna aspettare che tutte le tartine siano pronte". In un momento di distrazione il cronista, spalleggiato da Paolo e Vins, mischia i crostini nel vassoio e parte così la lotteria delle Bustecche: chi inghiottirà la tartina leccata da Canto, che tra l'altro si è appena ripreso dalla tubercolosi? Dopo numerosi momenti di suspance in cui l'ignaro mangiatore arriva a sfiorare con le dita il crostino maledetto dalla TBC, ecco il vincitore: è Ale, che poco prima di aggiudicarsi l'ambìto premio aveva esclamato "ma questa non è la tartina che ha mangiato prima Canto? Vabbè, chissene" suggellando la vittoria con questa memorabile perla; Vinci lo incorona nuovo re mentre rischia di spezzargli un braccio, talmente è scosso dalle convulse risate.
Lo stesso Ale, ebbro di bruschette e sidro brut, fa il suo ingresso nella cantina dove l'embrione della futura birra si sta raffreddando in acqua ghiacciata e piazza un rutto devastante che fa rovinare al suolo Teo, travolto dall'onda d'urto. Il ragazzo non fa in tempo a bearsi delle proprie doti naturali, quando una voce sconosciuta esclama "Salute" da una finestrella: è la mamma di Canto, ignara passante. E' il pandemonio: Ale assume un color marsala diffuso, Teo urla, Canto chiede a Teo la differenza tra solfati e solfiti, Paolo ha gli occhi sbarrati e non riesce a proferire parola, Vinci rischia di cadere nel fermentatore per le risa che di nuovo lo pervadono.
Ed ecco che, verso l'una di notte, Canto e Teo possono chiudere i fermentatori e lasciar riposare la miscela alla giusta temperatura. Non si nasconde una certa emozione tra gli astanti, ma i risultati si vedranno solo tra un paio di mesi.
Ha così fine un'intensa serata nel quartiere più malfamato della Città Giardino.
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