Come tutti sanno, in questi giorni si è varato un decreto per riammettere alle elezioni regionali la liste del PDL che non avevano presentato entro i termini prestabiliti le famose 250 firme obbligatorie per la candidatura. L'Italia, manco a dirlo, è divisa: c'è chi condanna pesantemente il fatto e chi ne invoca la legittimità. Ma come farsi un'idea di cosa ne pensano i giovani d'oggi? Non c'è modo migliore di scoprirlo che infilandosi sotto mentite spoglie nella Culla della Cultura - ovvero la Facoltà di Medicina e Chirurgia - dove stamane si è tenuto un acceso comizio sul tema e che ha portato i contendenti quasi alle mani, salvo poi essere divisi da una muta di robusti bodyguards a sanare le divergenze.
Damians, Gian e Max sono in aula, dove tutti sono rilassati attendendo l'inizio della lezione di Biologia. Ma ecco che si avvicina l'onorevole Secco, accompagnato dal rugbista Pacco e dall'oramai ex avvocato Zanzi; il ragazzo non si limita a gettare il tipico sassolino nel lago, ma vi lancia un vero e proprio macigno chiedendo opinioni sul decreto salvaliste. E' la svolta.
"E' davvero uno scandalo, una cosa abominevole progettata da dei legislatori di basso calibro" asserisce Samp, esponente di punta dell'opposizione, che continua "avevo previsto questo decreto - fatto confermato da testimoni - già una settimana fa, pensando alla cosa più oscena che avrei potuto fare se fossi stato un esponente della maggioranza"; Pacco nota "un atteggiamento presuntuoso ed arrogante della maggioranza, che anzichè chiedere scusa ha voluto continuare a dichiarare la propria onestà denunciando inoltre il magistrato che aveva rifiutato il loro ricorso". Dura la replica di Damiano: "Samp si dimetta: è un mafioso, un colluso e un dipietrista", mentre Max ribatte "la Sinistra è agli sgoccioli e questo fatto lo dimostra. Poter votare chi si desidera è un diritto del popolo, quindi perché questa becera e inconsulta protesta per ergersi a paladini delle istituzioni? Il tempo dei supereroi è finito ed il PD è solamente affamato di potere".
Queste frasi infiammano Secco ("Se non la smette di insinuare oscenità, la sputo") e il giurista Zanzi, che insinua che "la Destra sta muovendo una dura lotta alla democrazia, contribuendo alla rovina dell'Italia. Mi chiedo quanto manchi all'approvazione di un decreto legge per i pretoriani". Gian si lancia in accesi attacchi ad personam "Max, la tua ignoranza in materia politica è abissale quanto la fossa delle Marianne; ciò è testimoniato dai punteggi bassi del test d'ingresso in cultura generale per te e la sig.na P., accesa fascis... Volevo dire votante PDL"; "Gian, tu e la sinistra siete talmente alla frutta che potremmo farci una macedonia" rincara Max, mentre Damiano sostiene che "l'opposizione è allo sbando, basti notare che Secco ha confuso la camicia rossa con quella nera stamattina"; a questo punto Gian viene distratto dal colletto della suddetta camicia nera, non agganciato per bene ai bottoni. Questo gesto apre un'ulteriore faida nel centro-sinistra, con l'attacco di Secco "i veri comunisti siamo noi, pensiamo davvero al popolo al contrario di voi perbenisti"; Gian, che lo stava per abbracciare, ritrae il suo braccio apparentemente per dirigersi verso il posto dato che nel mentre è apparso il professore. Che questo gesto non celi secondi fini? Ai posteri l'ardua sentenza.
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